Debora Billi, blogger o casta?

Posted on 5 giugno 2013

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La questione è semplice, da giorni cerco di verificare la notizia diffusa da attivisti a 5 stelle secondo i quali Debora Billi collaborerebbe con il gruppo parlamentare a 5 stelle. Billi, una blogger e giornalista che dice da sempre di battersi per la trasparenza però non ne ha fatto cenno e allora mi è sembrato naturale cercare conferma presso di lei e presso i parlamentari a 5 stelle, che però sul tema sono apparsi stranamente omertosi.

Ieri l’ho incrociata al volo su Facebook e le ho riproposto la questione. Alla mia domanda ha non-risposto con una bella serie di scuse pietose. Prima ha sostenuto che si trattasse di una domanda personale:

forse non rispondo a domande personali poste apposta sulla pubblica piazza, quando invece si può agevolmente mandare un messaggino?

Una volta messa di fronte all’evidenza per la quale un incarico per un partito, retribuito con soldi pubblici, non è proprio una questione personale, ha provato la solita gag dell’anonimo, chiedendomi le generalità. Esaurite anche le solite formalità, non le è rimasto che ripartire dal via come se niente fosse:

Comunque, come puoi vedere dal mio profilo, a differenza di altri non parlo di lavoro, famiglia, bambini pubblicamente sui social network.

Questa conversazione è conclusa. Se desideri parlare con me di cose che io considero personali, puoi accomodarti in privato. Ciao

Non riuscendo a far breccia a quel punto ha rinunciato al sacro proposito e ha sfoderato una serie di commenti tra il vittimista e l’offensivo, commenti peraltro del tutto campati in aria:

la sottile linea tra giornalismo e stalking…

io non rispondo ad anonimi sulla pubblica piazza. Neanche ci hai provato a mandare un msg, evidentemente i tuoi scopi sono altri che il sacro fuoco della verità.

Raccontare di famiglia, bambini e lavoro espone a stalker e altri pazzoidi, sai com’è ehhh…

furbone ehh, sui social io devo raccontare i cavoli miei e tu manco il nome… li conosci bene i social…

Al lettore giudicare chi sia il furbone, chi stia agendo in maniera poco corretta e chi la stia raccontando giusta. Certo è che i comportamenti ridicoli dei blogger pasdaran a 5 stelle sono un grande classico del fanatismo di ogni epoca e degli incapaci di ogni casta, anche l’ideona di fare l’interrogatorio a chi pone le domande sgradite e non rispondere, e solo a quelli, non è per niente originale. Al contrario, è un grande classico molto abusato per quanto relativamente efficace, un espediente moralmente riprovevole per una blogger genuinamente gentista come Billi o per deputati come Giulia Di Vita che si battono per onestà e trasparenza, almeno in teoria.