Le buffe proposte costituzionali del Movimento 5 Stelle

Posted on 29 Maggio 2013

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Nella MOZIONE 1/00057 possiamo finalmente apprezzare la portata delle riforme proposte dal Movimento 5 Stelle.

UN TESTO INCONCLUDENTE – La delusione non può che essere l’unica reazione di fronte al testo, che dovrebbe rappresentare il riassunto del lavoro e dele proposte pentastellate. Il testo, dopo l’usuale preambolo, arriva infatti alla parte propositiva chiedendo:

delibera:

di avviare preliminarmente un percorso volto a promuovere, in tempi rapidi, l’indizione di un referendum popolare di indirizzo, nel quale i cittadini siano chiamati ad esprimersi sull’opportunità di modificare ed in quale modo la forma di Governo e di Stato, tenendo conto delle risultanze emerse da un apposito dibattito pubblico approfondito ed aperto a tutte le istanze partecipative, condotto sulla base:

LA FUFFA – Fin dalle prime righe il problema appare in tutta la sua evidenza, perché per tenere un tale referendum serve prima di tutto una modifica costituzionale e poi perché spetterebbe a chi lo propone spiegare come sia fatto un referendum “d’indirizzo” nel quale  nel quale” i cittadini siano chiamati ad esprimersi sull’opportunità di modificare ed in quale modo la forma di Governo e di Stato”. Che sembra una bella cosa, ma che invece è un problema agli occhi di chiunque legga quel testo per quello che significa veramente e cerchi d’immaginarsi  come si possa fare un referendum del genere.

LA SFIDA – Scegliere la forma di stato significa scegliere ad esempio tra monarchia, repubblica o quel che è, mentre scegliere la forma di governo vuol dire scegliere  il modo con cui le varie funzioni dello Stato sono distribuite ed organizzate tra i diversi organi costituzionali. Appare evidente a chiunque che le possibili combinazioni siano numerose e non si vede come in un referendum “d’indirizzo” gli italiani potrebbero essere chiamati a scegliere quello che preferiscono. Non si vede poi che cosa cambierebbe e a cosa servirebbe un referendum “d’indirizzo”, che poi potrebbe essere bellamente ignorato dal legislatore.

LA SUPERCAZZOLA – A parte che spetterebbe a chi lo propone offrire dettagli in merito, si può quindi ben dire che il M5S offre agli italiani d’istituire un referendum inutile per decidere non si sa cosa, visto il M5S si rimette alla volontà sovrana, ma non vincolante, che dovrebbe emergere da questa impresa. La proposta non migliora in seguito, perché secondo il M5S il referendum dovrebbe essere preceduto da 6 mesi di scuola costituzionale per tutti e “condotto sulla base” di  “un diritto di voto ai cittadini che abbiano compiuto, alla data dello svolgimento del referendum, sedici anni di età” (?) e di una “limitata” (?) riforma della parte seconda della Costituzione, che, in particolare, preveda

a) la riduzione del numero dei deputati e dei senatori;
b) la riduzione del numero dei consiglieri regionali;
c) la soppressione delle province, al fine di semplificare, razionalizzare e responsabilizzare le istituzioni amministrative locali, dando contemporaneamente un deciso impulso al processo di accorpamento dei comuni, a cominciare da quelli che esercitano in forma associata le funzioni fondamentali;
d) l’introduzione del referendum propositivo e consultivo senza quorum funzionale;
e) l’eliminazione di ogni quorum funzionale per il referendum abrogativo;
f) la fissazione del numero massimo di mandati elettorali a qualsiasi livello – pari a due – che ogni cittadino può essere chiamato a ricoprire;
g) la previsione della incandidabilità alla carica di deputato e senatore di coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva per delitto non colposo, ovvero a pena detentiva superiore a mesi dieci e giorni venti di reclusione per delitto colposo, oltre che di coloro che ricoprono contemporaneamente altri incarichi elettivi;
h) l’incremento delle garanzie costituzionali a favore delle opposizioni parlamentari, anche con l’innalzamento del quorum necessario all’adozione ed alla modifica dei regolamenti parlamentari;

UN CAOS – Poco importa che alcune siano modifiche della legge Costituzionale che dovrebbero essere approvate dai 2/3 dei deputati o poi approvate con referendum confermativo, su tutte lo stesso inutile referendum “d’indirizzo”, che forse verrà dopo e non dopo poco. Il M5S di fatto ha quindi, in sintesi, proposto la creazione di un nuovo strumento costituzionale, esclusivamente consultivo, con il quale interpellare i cittadini italiani su un ampio e sparso ventaglio di riforme istituzionali  scoordinate, che non si capisce bene se dovrebbero essere approvate prima, dopo o insieme allo stesso. Uno strumento perfettamente inutile, perché tanto le leggi le deve approvare lo stesso il parlamento e quelle costituzionali dovranno comunque passare al vaglio dei referendum che ci sono già. In pratica una colossale e inutile perdita di tempo e di denaro, una proposta che probabilmente serve solo a coprire il fatto che all’interno del M5S, tra i parlamentari come tra gli attivisti, non ci sia mai stato un serio dibattito sulle riforme istituzionali .

CI VUOLE PAZIENZA – Comincia ora, tra neofiti che hanno grosse difficoltà con la materia e, in tutta evidenza, licenziano testi incoerenti e vacui come questo, probabilmente senza nemmeno rendersi conto di quanto si risolva in un mero elenco di belle parole e nell’ennesima presa in giro al corpo elettorale da parte della casta dei parlamentari. Speriamo che con il tempo migliorino, per ora siamo ancora allo sterile fare ammuina e a produrre “documenti” del tutto inconsistenti.

P.S. Purtroppo i tentativi di saperne di più sono terminati con questa “risposta”:

Giuliadivita

Pubblicato in Giornalettismo

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