Adnan Oktar, il creazionista musulmano alla conquista del mondo

Posted on 30 aprile 2013

6



Si fa chiamare Harun Yahya (Aronne Giovanni), con chiari riferimenti biblici ed è diventato un personaggio di riferimento per il circuito mediatico in molti paesi musulmani.

UN TEMIBILE CENSORE – Dal 2007 al 2008 secondo Wikipedia Oktar ha fatto una strage di siti in Turchia,  ha fatto chiudere la community virtuale di Ekşi Sözlük fino a che non sono stati rimossi i materiali che desiderava; bloccato WordPress in Turchia perché invece non accettava di rimuovere niente, bloccato il sito dello scrittore turco Edip Yuksel, vecchio conoscente di Oktar in gioventù. L’anno successivo ha fatto bloccare anche il sito di Richard Dawkins in quanto contenente materiali blasfemi e offensivi per la religione e la sua persona, dopo di che è toccato a quello della  Union of Education and Scientific Workers e persino a quello di Vatan, il terzo giornale del paese per diffusione.

UN PERSONAGGIO INTERNAZIONALE  – Oktar usa le leggi turche come una clava e ha una singolare propensione a querelare e denunciare a valanga chiunque lo contraddica o metta in dubbio le sue affermazioni di campione del creazionismo, ospitato dai media dei paesi musulmani che spaziano dalla Bosnia all’Egitto, da al Jazeera all’iraniana Press TV, nelle quali appare come esperto che offre credibilità scientifica alla pretesa dei religiosi che il mondo sia stato creato come dicono le sacre scritture. Ma non bisogna fare l’errore di trovarsi di fronte a un bigotto mullah o a un rigidissimo ayatollah, Oktar possiede infatti alcune frecce al suo arco che gli hanno permesso di ottenere un discreto successo al di fuori del mondo islamico, in particolare negli Stati Uniti e in Israele, a dimostrazione del fatto che oltre a possedere carisma ha una spiccata capacità di cogliere l’attimo e di fare notizia, come testimoniano gli incontri con personaggi famosi come Madonna e con alcuni esponenti ebraici e israeliani.

IL SUO IMPERO – Possiede un canale satellitare, A9, edita e vende, ma più spesso distribuisce gratuitamente, centinaia di migliaia di libri all’anno, tradotti in diverse lingue, compreso il famoso (c’è chi dice infame) Atlante della Creazione, una pubblicazione patinata, 850 pagine in due volumi che nel 2009 il nostro spedì gratuitamente a centinaia di giornalisti e case editrici Tra questi c’era anche Richard Dawkins, che insieme ai colleghi ne rise tantissimo. Dalle risate spuntarono poi articoli e siti critici che distruggono i tomi, da qui la faida contro Dawkins in Turchia. L’opera, a sentire i critici, è un assemblaggio di robaccia dei creazionisti americani rimpolpata dalla navigazione non sempre troppo consapevole degli adepti di Oktar in rete e da immagini rubate ovunque. Pare infatti che l’uomo possa contare su una squadra di fedeli che producono materialmente i libri che firma, circa 150 a oggi. Presiede e controlla anche due fondazioni la Fondazione per Protezione dei Valori Nazionali ( Millî Değerleri Koruma Vakfı) e la potentissima Fondazione per la Ricerca Scientifica ( Bilim Araştırma Vakfı o BAV), vero motore della sua attività divulgativa. Attorno a tutto questo ruotano poi un centinaio di siti internet, Oktar crede molto nella rete e i suoi seguaci la presidiano con grande intensità.

ERA PARTITO MALISSIMO – Oktar esordisce male a metà degli anni ’80 pubblicando “Ebraismo e massoneria”, che com’è facilmente intuibile dal titolo è un testo violentemente antisemita che ricicla i classici del filone. Scriverà poi anche “La bugia dell’Olocausto”, altro titolo che spiega subito dove volesse andare a parare. Antisemita, musulmano e nazionalista, finirà comunque in un ospedale psichiatrico per mano del regime del tempo, anche se per un periodo relativamente breve, al termine del quale tornerà trionfante tra i suoi discepoli, scelti oculatamente tra i giovani delle famiglie più abbienti a formare quelli che molti hanno definito una setta.

UN MIRACOLATO DA BIN LADEN – Dopo il 2001 la svolta, il contatto con i creazionisti americani lo trasforma in costruttore di ponti e la sua predicazione vira verso la promozione dell’amicizia con i creazionisti cristiani ed ebraici, è quello il filone che paga, il ripudio dell’estremismo islamico, che non gli è mai appartenuto, lo rende poi spendibilissimo a ogni latitudine e presso qualsiasi audience, un islamico alieno a Bin Laden, anche in Italia ne spunteranno alcuni sul genere, pur se meno fortunati. Per riparare ai danni del passato oggi smentisce di aver mai scritto il testo negazionista e nel 2006 la BAV ha dato alle stampe “la violenza dell’Olocausto”, perfettamente allineato alla narrazione corrente.

MUSULMANO? – Ci sono però molti ai quali non piace, a parte la comunità scientifica del Nordamerica, che da quando ha ricevuto l’Atlante del Creazionismo lo ha coperto di pernacchie, la maggior parte dei musulmani lo tollera quando parla di creazionismo, ma non lo considera un buon musulmano, tanto che l’AKP turco, il partito di maggioranza che è d’ispirazione islamica, non vuole averci niente a che fare.

L’USO DELLA GNOCCA – Adnan Oktar infatti non è un severo maestro dell’Islam che gira vestito con un lenzuolo in testa, si tratta invece di un originalone che apprezza le cose belle della vita e per niente bigotto, come si evince dal disinvolto uso della gnocca provocante nella sua strategia comunicativa. Ne ha una vera e propria scuderia, le più note delle quali (Gülşah GüçyetmezCeylan ÖzbudakEbru AltanDamla Pamir e Aylin Kocaman) appaiono abitualmente in sua compagnia su A9 a titolo di “editorialiste” nel corso dei monologhi che effonde ai fedeli. Donne truccate come drag queen e vestite di conseguenza in maniera decisamente provocante, anche se i critici le hanno definite “bot” in virtù dell’espressività e spontaneità che esibiscono, molto originale per un predicatore islamico.

LA SETTA DEI FIGHETTI – Per i suoi Oktar è più o meno l’ennesimo autoproclamato profeta e il clima raccontato dagli ex è quello di una setta totalitaria. Lui decide anche chi sposa chi tra i fedeli, che devono essere giovani, piacenti e ricchi, e il suo harem comprende tutte le fedeli. Regole semplici, che si complicano solo quando s’arriva all’immagine. I fedeli di Oktar infatti devono vestire come piace a lui, in genere con vistosi occhiali da sole e vistosi outfit di alcuni marchi di lusso, su tutti gli italiani; stile al quale si devono adeguare anche le loro abitazioni. Per venire incontro ai giovani e ricchi virgulti però ha ridotto le preghiere quotidiane da cinque a tre, dice che bastano, ed eliminato il velo per le donne, il suo modello estetico è chiaramente agli antipodi.

UN ISLAM APERTO ED ELASTICO – Il look può comunque essere facilmente desunto dall’osservazione dei video allegati, in uno dei quali si può cogliere come le “editorialiste” abbiano una funzione puramente decorativa e appaiano per lo più perplesse per la maggior parte del tempo, anche quando s’ingaggiano nelle allegre danze sedute nelle quali sono trascinate dal guru che vuole tirare il fiato. Le cronache raccontano di plagi e di adepte usate per ricattare amici e nemici, grazie ad un esteso uso delle riprese dei loro incontri sessuali, ai quali pare non sia estranea nemmeno la droga: “Avevamo qualcosa per ciascuno, Ataturk, la preghiera, il creazionismo e, se c’era bisogno, la cocaina”. Così ha dichiarato un’ex adepta, sorvolando per carità propria sullo status della donna nella setta. Proprio gli ex hanno grossi problemi, come ad esempio è il caso di Ebru Simsek, artista e modella che si era avvicinata alla setta e che poi ne è fuggita orripilata, investita da 300 denunce (!) e da una pioggia di sue (false) foto nude in rete.

TUTTO SI TIENE – Che un personaggio così possa essere accreditato oltre un circolo di quartiere è quasi un mistero, se non si prende in considerazione il fatto che la truffa creazionista è pesantemente  finanziata sia nel mondo cristiano che in quello islamico. dove in ogni modo si cerca di ricostruire la credibilità dei testi sacri squarciata dalle scoperte scientifiche, che negano che il mondo sia stato creato tutto d’un tratto completo di flora e fauna così come le conosciamo, sia da Dio o da qualsiasi altro fenomeno ad essere chiamato in causa come origine dell’universo. Per far questo è in atto una feroce campagna contro l’evoluzionismo, nelle pieghe della quale uno come Oktar ha potuto trovare un ricco filone da sfruttare facilmente, passando pure per un paladino di Allah e del Profeta agli occhi dei musulmani abbastanza occidentalizzati da non provare repulsione per l’estetica della sua setta, e abbastanza disarmati culturalmente da bersi le fandonie dei creazionisti.

Pubblicato in Giornalettismo

Advertisements
Messo il tag: