La marina americana ha un piano B per gli F-35

Posted on 28 marzo 2013

6



L’esito del programma F-35 si è fatto ormai tanto incerto che le forze armate statunitensi studiano già come farne a meno. Noi no.

Travolto da problemi tecnici che appaiono insormontabili e dall’esplodere dei costi che ne fanno già il programma d’arma più costoso nel bilancio del Pentagono, il programma per la costruzione dell’aereo, destinato a diventare nelle diverse versioni la punta di lancia dell’aviazione occidentale del futuro, potrebbe non arrivare mai a compimento e se mai ce la farà sarà in mostruoso ritardo su tempi.

La versione a decollo corto e atterraggio verticale, particolarmente ambita dalla nostra marina, è quella che ha più problemi e così la US Navy, secondo quando riporta Wired,  sta correndo ai ripari con un piano B per coprire il buco che si verrebbe a coprire nella dotazione negli anni a venire. Le considerazioni sulle quali si fonda  sono anche più profonde e sostengono con forza il ripudio del requisito dell’invisibilità ai radar in favore del potenziamento di abilità diverse quali maggiori prestazioni, maggiore autonomia, sviluppo di misure d’evasione e contrasto elettronico agli attacchi e, soprattutto, della capacità di colpire da più lontano dei nemici.

Il problema di fondo è che la ricerca ossessiva dell’invisibilità, del tutto teorica e mai perfetta, ha prodotto una serie di macchine dalle prestazioni molto inferiori in combattimento di quelle allo stato dell’arte, macchine troppo sofisticate per essere affidabili e sicure per gli stessi piloti o dalle prestazioni imbarazzanti rispetto al meglio del già esistente. Ma l’invisibilità non serve se puoi colpire il nemico prima che possa colpire e nemmeno se il resto dei sistemi offrono prestazioni superiori alle sue e il bello, insomma, è che alla fine dei conti questa strada è molto più economica di quella che portato a bruciare centinaia di miliardi di dollari, per programmi dai quali sono usciti si è no qualche centinaio di pezzi, che poi non sono quasi mai stati schierati in combattimento.

L’idea della marina è quindi quella di rimanere formalmente impegnata ad acquistare qualche F-35, ma intanto d’investire nell’upgrade generale del F-18, macchina (nell’immagine) con eccellenti prestazioni, economica, affidabile e gradita ai piloti, che comunque non ha grandi rivali al mondo, che occorre ricordare non offre alcuna resistenza aerea all’aviazione statunitense, largamente superiore a qualsiasi altra esistente e per di più supportata dal resto delle flotte atlantiche.

Una svolta in direzione del buonsenso, che forse sarebbe il momento di cominciare a valutare anche in Italia, dove c’è il bisogno di mezzi per la nostra modesta portaerei e l’età delle macchine imbarcate comincia ad essere vetusta e non può nemmeno fare affidamento sugli F-18, che non sono a decollo corto, ma solo sugli Harrier, decisamente poco performanti anche se efficaci nelle situazioni nelle quali sono stati impiegati fino ad oggi, cioè in assenza o quasi di resistenza nemica, ma fuori produzione. Cominciare con il mettere a fuoco l’indispensabile spesa per la marina, conciliando realtà, economia ed efficacia, dovrebbe essere nell’interesse dei militari, come delle forze politiche e del paese in generale.

Pubblicato in Giornalettismo

Messo il tag: , ,