Perché non ha senso votare per Mario Monti

Posted on 19 febbraio 2013

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Ci sono poche certezze nel prossimo turno elettorale e una di queste è che nemmeno agli estimatori di Mario Monti convenga votare per Scelta Civica. Il perché è abbastanza evidente, Mario Monti è senatore a vita, sarà nel prossimo parlamento e rimarrà una “risorsa” (per chi lo crede tale) anche qualora il suo risultato elettorale sia pessimo. E rimarrà ancora di più una risorsa se sarà libero dai condizionamenti dei suoi rovinatissimi compagni di viaggio, Fini e Casini, e della gente che si tirano dietro. Il tramonto di Fini è evidente e i suoi meriti si fa presto ad elencarli, il confronto con le sue gravi responsabilità e una carriera politica sempre consumata nel favoreggiamento di politiche raccapriccianti e di personaggi impresentabili, è imbarazzante, c’è davvero chiedersi a chi interessi rivedere in parlamento lui e i suoi. Lo stesso si può dire per Casini e le sua UDC, un partito da sempre in vendita a chi offre più poltrone, con il segretario che è arrivato a suggerire un’indennità supplementare per i parlamentari “in trasferta” a Roma dopo che il suo Cosimo Mele era stato colto in un costosissimo impegno con due prostitute e cocaina. L’apoteosi della casta (kasta!1!) il simbolo di una depravazione intellettuale che ha ormai distaccato questi intrallazzoni dalla realtà che vive il resto del paese e li ha portati a distanze siderali dalla decenza.

Il partito di Cuffaro mai rinnegato, complice di tutte le più scellerate gestioni amministrative italiane, da quelle di Diego Cammarata a quelle di Raffaele Lombardo, Umberto Scapagnini e altri ancora, responsabili di buchi leggendari nei bilanci e campioni nel disprezzo della fatica dei contribuenti e della dignità delle istituzioni.

Ed è bene notare che anche Monti teme l’apparentamento con i due alleati, provate a cercare foto di Casini o Fini accanto al simbolo dell’alleanza con Monti e scoprirete che non ne sono state distribuite, e che nessuno dei due appare mai accanto al simbolo dell’alleanza. Che è rappresentata solo da Monti e al più da pezzi di “società civile” presi direttamente da Confindustria come Montezemolo, altro grande aspirante statista da anni. I “soci” di peso Monti li nasconde, perché sono impresentabili.

Non votando la lista di Monti si conseguirebbe quindi anche il notevole risultato di cancellare almeno una di queste due simpatiche quanto inutili combriccole dal parlamento. E non è difficile, perché se la coalizione non arriva al 10% non raggiungerà la relativa soglia di sbarramento e ci sarà da ridere. Se la sinistra c’è riuscita con Bertinotti, non si vede perché non ce la possano fare i bravi italiani di destra, che non ce la fanno più a votare per pagliacciate come il PDL o la Lega Nord. Per una volta possono provare l’ebrezza del voto libero o anche a rimanere a casa senza timore di perdere nulla o di danneggiare Monti, che senza il peso di questa sgradevole compagnia non potrà che far meglio.

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