Israele sfugge al giudizio internazionale

Posted on 4 febbraio 2013

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Secondo Israele le richieste dell’ONU sarebbero viziate da parzialità. Il ministero degli esteri israeliano ha definito il rapporto “‘di parte” e affermato che danneggerà il processo di pace, quello che secondo tutti gli osservatori  è bloccato da quasi un decennio da Tel Aviv. Il portavoce Ygal Palmor ha dichiarato che: “Il Consiglio per i Diritti Umani si è tristemente distinto per il suo approccio sistematicamente di parte verso Israele. Quest’ultimo rapporto è un altro sfortunato episodio che lo conferma”.

La tattica è sempre la stessa,  ogni autorità internazionale che negli anni ha confermato e ribadito l’illegalità o la natura criminale dell’occupazione israeliana è stata per questo bollata come nemico d’Israele . Questo nonostante la stessa giurisprudenza israeliana abbia riconosciuto l’illegalità della colonizzazione, che dal 2001 in poi ha subito un forte incremento.

La conclusione del rapporto del Consiglio, stilato da una commissione d’inchiesta con a capo la francese Christine Chanet, è semplice e si risolve nell’intimazione ad Israele di arrestare la costruzione di nuove colonie nella West bank e di evacuare quelle esistenti perché la pratica è in violazione delle leggi internazionali. E Tel Aviv lo deve fare “senza precondizioni”.

Le colonie sono in violazione della dalla Convenzione di Ginevra del 1949 che vieta il trasferimento forzoso delle popolazioni occupate, un crimine di guerra che ricade sotto la giurisdizione del tribunale Penale Internazionale, che fino a ieri si sosteneva non avesse giurisdizione in quanto la West Bank non era territorio di uno stato sovrano, anche se lo stato di Palestina era già riconosciuto dalla maggioranza dei paesi. Problema ora risolto con il conferimento dello status di paese osservatore all’ONU.

Israele pochi giorni fa aveva boicottato, primo paese nella storia, la periodica revisione dello stato dei diritti umani nel paese da parte dell’UNHRC, costituendo un gravissimo precedente e attirandosi le ire di molte cancellerie. Il portavoce dell’UNHRC  Rolando Gomez ha avvertito Tel Aviv che: “Se una delegazione del paese non si è presentata, allora saranno presi provvedimenti”.

L’atteggiamento sprezzante di Israele nei confronti dell’ONU costituisce infatti un grave precedente e una pericolosa ispirazione per le peggiori dittature e autocrazie, oltre ovviamente ad offendere la comunità delle nazioni e il suo tentativo di regolare i conflitti secondo la legge e non secondo la legge del più forte.

L’investigazione non ha fatto altro che riconoscere e ribadire quanto è noto fin dall’inizio dell’opera di colonizzazione, che non ha il consenso di alcun paese alleato o meno, neppure di Washington. Il mezzo milione di neo-israeliani raccattati in giro per il mondo e inviati a partecipare alla pulizia etnica dei palestinesi, sono sempre stati considerati residenti illegali e testa di ponte di un’operazione che integra un crimine contro l’umanità.

Pubblicato in Giornalettismo

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