La fantabomba iraniana

Posted on 27 novembre 2012

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Il diagramma nell’immagine, fornito da un paese “due paesi critici nei confronti del programma iraniano” all’Associated Press, sarebbe la dimostrazione che uno scienziato iraniano ha svolto una simulazione computerizzata dell’esplosione di una bomba atomica. Ad essere buoni dimostra solamente che qualcuno ha disegnato quel grafico, ma il bello è il frame scelto per presentare questa ennesima non-notizia di fonte orrendamente di parte, peraltro è perfettamente nota ad AP, che poi distribuisce questa robaccia. Robaccia già esaminata dall’AIEA senza scandalo l’anno scorso e ora esibita come se fosse una prova, la “pistola fumante”, ma solo ai media, che magari alcuni se la bevono e molti la riprenderanno comunque piazzando titoli utili anche quando approfondiscano la cosa e spieghino la sua inconsistenza.

Da notare il dettaglio per attirare l’attenzione delle opinioni pubbliche, la bomba sarebbe addirittura tre volte più potente di quella di Hiroshima. Poco importa che questo voglia dire che si tratterebbe di un ordigno modesto, visto che ciascuna delle dodici testate che gli americani possono infilare in un missile Trident è otto volte più potente, con modelli contemporanei che sono a loro volta 3, 4 e 5 volte più potenti di queste, pur esprimendo appena un centesimo della potenza della Tsar Bomb sovietica, che detiene il record di tutti i tempi e da sola vale circa il 10% delle potenza complessiva esplosa nei diversi test, 1000 volte più potente dell’ipotetico ordigno iraniano. Il presunto studio della bomba si risolve quindi solo in un foglio di calcolo senza alcuna certificazione di provenienza, nel quale sarebbe disegnato l’output energetico di una bomba potente come la metà della più piccola bomba nell’arsenale americano. Calcoli che comunque, al di là dell’attribuzione di paternità, non dimostrano affatto che qualcuno sia impegnato nella costruzione e progettazione di ordigni atomici.

Il punto in questo caso non è ovviamente sostenere che un ordigno del genere non è pericoloso, quanto piuttosto notare gli espedienti attraverso i quali si costruisce dal nulla una “notizia” che insieme a decine di altre simili contribuirà a costruire nelle opinioni pubbliche occidentali l’immagine di una minaccia che, come quella di Saddam, esiste solo nei desideri di chi ha bisogno dell’orrendo iraniano per specchiarvisi e sembrare migliore.

Aggiornamento: Non poteva mancare la pataccata di Giulio Meotti, che s’inventa che “L’AIEA ritiene” un sacco di cose che s’inventa lui o che più probabilmente avrà copiato da qualche altro dedito alla propaganda filo-israeliana.

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