Schedati con Twitter

Posted on 26 novembre 2012

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Si chiama Persecuting.us e nelle intenzioni del suo autore è un’opera d’arte che ha lo scopo di sensibilizzare chi ne fa parte e chi no, sui pericoli del profiling attraverso i social network.

L’opera è stata realizzata da Paolo Cirio (Già autore di  altre operazioni di “social sorting”) cavando da Twitter in maniera perfettamente legale una montagna di dati, che hanno permesso d’identificare un milione di americani e di catalogarli secondo le loro tendenze politiche. Tutto automatizzato, usando alcuni filtri nel classificare gli account è stato infatti possibile esprimere in valori percentuali  il loro essere di destra o di sinistra, con il 100% a segnare virtualmente la soglia oltre la quale si rintracciano i fanatici. Funziona, testato con qualche nominativo noto ha fornito risposte coerenti e non solo con casi-limite come ad esempio questo gioiellino statunitense, decisamente facile da classificare, che coerentemente ottiene il punteggio massimo a destra.


Come sempre ci sarà chi pensa che è una figata, ma prima di tutto è un sistema facile e semplice con il quale un regime può facilmente schedare un enorme numero di cittadini, ancora di più estendendo l’analisi ai profili di altri social network o incrociando i dati da un numero più elevato di fonti. Database che classificano i cittadini secondo il loro orientamento politico sono già in possesso di quasi tutti i partiti in quasi tutto il mondo e sono visti e considerati come strumenti di marketing, anche se in molti di questi stessi paesi è vietato censire i cittadini secondo le loro opinioni politiche, per gli stessi motivi per i quali il voto è segreto. In molti paesi strumenti di questo tipo sono facilmente accessibili alle aziende e ai datori di lavoro, ad esempio, così come alle agenzie che sovrintendono alla sicurezza pubblica e per di più restituiscono risultati per nulla verificati, perché algoritmi e filtri non sono per niente infallibili nel valutare le cose umane. Ma prima ancora sono a disposizione dei governi, che grazie alla rete possono costruire profili molto sofisticati di un gran numero di persone con uno sforzo davvero modesto e senza alcun bisogno di autorizzazione giudiziaria, perché si tratta d’attingere comodamente a database pubblici o in vendita al pubblico per individuare gli oppositori. E infatti sono numerosi i paesi nei quali la repressione arriva a casa dei ribelli attraverso la rete o l’analisi di archivi che conservano i dati che tutti hanno consegnato volontariamente ai diversi servizi o disseminato sui socialcosi, anche se forse ignari di quanto sia facile radunare le tracce lasciate in rete e farne ritratti da esporre in pubblico o da utilizzare in privato. Senza che nessuno possa impedirlo.

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