A Gaza “Bambini dotati di cinture esplosive” Bufale e plagi di Giulio Meotti

Posted on 17 novembre 2012

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Scrive soave Giulio Meotti su Il Foglio:

Abu Jandal, uno dei leader del gruppo, ha ammesso che il Jihad, per difendersi dalle possibili incursioni israeliani, ha già predisposto un metodo nuovo: bambini dotati di cinture esplosive a presidio degli edifici a Gaza dove risiedono i capi del movimento“.

Non è stato difficile trovare dove Meotti ha pescato questa dichiarazione impressionante: “Believe me, there are children stationed in the houses with explosive belts at their sides.” Abu Jandal, Islamic Jihad commander“. La dichiarazione viene da una pagina del sito dell’ADL (Anti Defamation League) relativa alla versione israeliana del massacro di Jenin e non si riferisce a Gaza e nemmeno a oggi, essendo del 2002. Gaza ce l’ha aggiunta dolosamente Meotti o chi ha scritto un articolo dal quale ha attinto Meotti. Un chiaro esempio di tarocco, di bassa propaganda truffaldina, perché è chiaro che qualcuno si è ingegnato a costruire questo orrore, che nulla ha a che fare con l’informazione.

Da escludere in ogni caso che Abu Jindal, aka Bilal Drakish, abbia potuto ripetersi identico a distanza di un decennio, perché è morto nel maggio del 2007, ucciso dall’esercito libanese in un appartamento a Tripoli, mentre tentava di lanciare una granata ai soldati che lo avevano stanato.

Se lo scopo dell’articolo di Meotti era quello di mostrare che a Gaza ci sono cattivi anche più cattivi di Hamas, la presenza della bufalaccia non aiuta. Come non aiuta che abbia citato acriticamente solo fonti israeliane, senza nemmeno sottoporle al minimo controllo, cadendo infine nel ridicolo come tutte le volte in cui il giornalista è beccato a sottoscrivere falsificazioni tanto grossolane.

Un’esperienza non nuova per Meotti, già accusato di plagio da diversi media israeliani che poi hanno terminato pubblicamente ogni collaborazione con lui. Era appena a maggio scorso che qualcuno si chiedeva: “What will Meotti’s employers at Il Foglio do?“.

I suo datori di lavoro a Il Foglio non hanno fatto una piega e continuano a pubblicarlo. Meotti all’epoca rispose senza rispondere, lamentò una “caccia alle streghe contro uno degli ultimi e pochi giornalisti pro-israeliani rimasti in Europa”. Esagerata mitomania questa, visto che di sicuro non mancano, ma Meotti divagando si è guardato bene dal contestare uno solo dei numerosi esempi di plagio che gli sono stati imputati. Non ne conoscevo la storia, ci sono arrivato a ritroso, prima diffidando della citazione davvero improbabile da parte di un uomo che ricordavo morto e poi inserendo il nome di Meotti nel motore di ricerca.

Dalle cose che copincolla e dalla sua opera editoriale, emerge l’immagine di un soldatino d’Israele fiero di esserlo, anche se poi le prestazioni sono quelle che sono e non sono state apprezzate nemmeno in Israele, dove hanno ritenuto inevitabile interrompere i rapporti con una persona accusata di estesi plagi che non ha nemmeno provato a giustificare, offrendosi invece ai lettori come vittima di un complotto in quanto paladino della Gerusalemme ebraica. Il Foglio invece se lo tiene stretto e continua a diffondere le sue fantasie, a testimonianza di un’anomalia tutta italiana che vede gli editori e i direttori difendere con il silenzio i collaboratori accusati di plagio, al contrario dei loro colleghi in tutto il resto del mondo, che magari si tengono i peggiori falsari, ma che il plagio proprio no. Perché il plagio è un furto ai danni dell’editore come del lettore, qualcosa che un sistema editoriale sano dovrebbe repellere. Un pensiero che evidentemente non turba nessuno da Il Foglio a La Repubblica, nessuna differenza tra piccole testate da sbarco e corazzate dell’informazione o tra conservatori e progressisti, così fan tutti, i lettori s’adeguino se possono e riescono.

Aggiornamento: Nel gennaio del 2014 Meotti è stato bandito anche da Informazionecorretta.com, ridotta dell’estremismo filo-israeliano. Persino per loro è troppo:

Da oggi Informazione Corretta non pubblicherà più Giulio Meotti

… Da alcuni anni, non c’è posizione fanatico-integralista che non trovi in Meotti il suo difensore. Non solo per quanto riguarda la politica del governo d’Israele, ogni argomento è utile per esprimere valutazioni che definire reazionarie è ancora poco. Che si tratti di conquiste della donna, come l’aborto o la maternità surrogata, il riconoscimento dei diritti di eguaglianza di altre minoranze, quella omosessuale in particolare, le nuove famiglie, l’estensione del matrimonio alle coppie di fatto, Meotti è forse il cronista al quale va la palma delle fobie più reazionarie.

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