Il complotto dei media mainstream contro Israele

Posted on 1 novembre 2012

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L’immagine che segue è stata pubblicata sulla pagina Facebook dell’esercito israeliano (IDF) e ha destato rumore perché è falsa, oltre che ridicola. E non solo perché la “minaccia palestinese” è ridotta al lancio di una ventina di molotov al mese, senza feriti e senza uccisi. In più, la foto proviene dal Bahrein e non dai territori occupati illegalmente nella West Bank ed è quindi un falso clamoroso.

E non è finita, perché ancora più notevole è la chiusura del messaggio: “Condividi questo messaggio perché i media mainstream non lo faranno“. Una frase evidente rivolta a un target preciso composto da non israeliani, anglofoni e tendenti all’estrema destra. A parte la prima considerazione che viene in mente; e cioè che i “media mainstream” anglofoni sono al contrario straordinariamente ricettivi quando si arriva alla propaganda israeliana e alle ragioni del governo di Tel Aviv; sembra chiaro che l’annuncio dell’IDF rappresenta un tentativo di sovvertire la realtà, che da anni e anni non offre proprio l’immagine degli israeliani minacciati e sotto attacco, in maniera apparentemente ingenua.

La denuncia di quello che a tutti gli effetti si può definire come “un complotto dei media mainstream” serve a presentare l’esistenza di un paese assediato mediaticamente, che ha cattiva stampa per colpa di una volontà nemica, esterna e superiore. Esattamente lo schema seguito dai propugnatori di tutte le teorie del complotto e dalla propaganda paranoica dei nazionalisti di ogni tempo e luogo, che giustificano la loro pessima immagine pubblica con la presenza di segreto un complotto che impedisce l’accoglimento e il riconoscimento universale di rivelazioni che sarebbero clamorose, se solo avessero la minima attinenza con la realtà. Vedere l’IDF che invoca il complotto pippo-pluto-giudaico fa un po’ impressione, ma rende perfettamente l’idea dell’angolo nel quale si è cacciata Israele, costretta a mendicare consensi tra i folli e gli estremisti occidentali usando mezzucci e messaggi del genere, gli stessi che usano gli araldi del signoraggio o delle scie chimiche. Quella dell’IDF contro i media mainstream è una battaglia persa in partenza, una battaglia di retroguardia a pietire consensi e supporto dove si può ancora, il fatto che l’IDF abbia scelto di combatterla, dimostra a quali consensi possa ambire, e ambisca oggi, Israele.

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