Lo sgozzamento tira?

Posted on 28 ottobre 2012

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Nei paesi musulmani si festeggia, è il periodo del pellegrinaggio alla Mecca e devoti festeggiano seguendo i dettami della tradizione, che vuole che in questi giorni si sacrifichi un animale, così come lo sacrificò Abramo ai tempi, graziosa concessione da parte di Dio invece del  sacrificio di un figlio, domandato in precedenza per testare la tenuta della sua fede. Scherzi da prete a parte, i musulmani macellano la carne allo stesso modo tutto l’anno, proprio come fanno gli ebrei, Halal e Kosher in questo caso si assomigliano, anche perché il clima torrido di quelle regioni consiglia il dissanguamento dell’animale per motivi prettamente igienici, pratica comunque diffusa universalmente, così agli animali si taglia la gola e si aspetta che il sangue ne esca. Si fa anche da noi, l’unica differenza è che prima vengono storditi. Nel 2000 i musulmani però raramente sgozzano gli animali in casa e ancora meno per strada, sono cose che accadono nei paesi meno attrezzati o in occasioni prestate al folclore, più o meno come quando da noi si faceva festa quando s’ammazzava il maiale, che per loro è tabù.

Anche alla Mecca, dove si sacrificano più di un milione di capi in pochi giorni, i fedeli comprano – un buono – che vale la macellazione di un animale consumata nei macelli, dopo di che la carne degli animali viene confezionata, congelata e spedita ai musulmani poveri in giro per il mondo. Oltre che regalo gradito è anche benedetta, vincono tutti, a cominciare da chi gestisce il business. Non succede in Arabia Saudita, solitamente rigorosa nel rispettare i precetti religiosi, non succede nelle metropoli musulmane e non succede da noi, da tempo si è stabilito che non occorra affondare personalmente la lama nelle carni degli animali, ci possono pensare i macellai, proprio come fanno tutti gli altri giorni dell’anno. Ci sono ancora luoghi dove si fa, ma non dipende da un dogma, piuttosto dall’arretratezza e dalla povertà o da tradizioni locali e circoscritte, e infatti non si trovano foto di sgozzamenti di animali in massa sui circuiti internazionali eppure, con più di un miliardo di musulmani che ci sono, non dovrebbe essere difficile. 

Ma allora, perché infilare per due giorni di seguito due articoli così, che riducono il tutto agli “sgozzamenti” degli animali e all’esibizione gratuita e continuata d’immagini (una o due per galleria peraltro) di musulmani poveri che praticano la macellazione per strada o dove possono? 

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