Il grande circo della Modern Money Theory

Posted on 18 ottobre 2012

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Featuring Francesco Maria Toscano per la Provincia di Reggio Calabria, Paolo Barnard, Il Grande Oriente d’Italia Democratico, Sergio Di Cori Modigliani e con la partecipazione straordinaria della MMT.

Quando hanno proposto alla mia attenzione “il carteggio“, come sarà definito di seguito, sapevo che immergermi in questa vicenda avrebbe significato un bagno nel prolisso, ma una veloce scorsa ai protagonisti della vicenda mi ha convinto ad affrontare l’impresa.

Il carteggio a sua volta è integrato da altri testi pesantini, ma il sacrificio ha pagato e dalle infinite righe che sta partorendo questo confronto tracimato in rete, ho potuto trarre diverse informazioni e alcuni passaggi davvero illuminanti sulla qualità di un discreto gruppo di salvatori della patria, alcuni dei quali amano presentarsi come rivoluzionari al “popolo della rete” e in particolare alla sottospecie più boccalona di questa mistica identità, troppo spesso invocata a vanvera.

Oggetto della tenzone è un convegno da organizzare in Calabria allo scopo di diffondere la Modern Money Theory (MMT), di cui l’indiscusso alfiere in Italia è il focoso e irascibile Paolo Barnard. A lui si rivolge Francesco Maria Toscano, che è  consigliere politico-culturale di Giuseppe Raffa Presidente della Provincia di Reggio Calabria e con il patrocinio di questa e di altre istituzioni calabresi chiede a Barnard di presenziare all’iniziativa e d’invitare gli economisti americani che propagandano la teoria. Toscano dice di aver seguito proprio il convegno organizzato da Barnard a Rimini e di esserne rimasto così impressionato da voler portare questa rivoluzione anche in Calabria. Bisogna dire che Francesco Maria Toscano ci ha messo tutta la sua buona volontà e che si è rivelato latore di una proposta concreta, capace di vincere l’iniziale scontrosità di Barnard, invero brutale.

Si legge infatti nel “carteggio” pubblicato da Toscano un Barnard molto poco diplomatico e a tratti sgradevole:

“Il problema, ripeto, è che per spostare i nostri economisti ci vuole un’organizzazione enorme e ben finanziata. Rimini, dove i 5 non hanno chiesto parcella, è costato 60 mila euro. Da ora in poi però se coinvolte sono le istituzioni chiederanno parcella, giustamente. Quindi aggiungi un 15.000 euro a relatore (sembra tanto, ma rispetto alla ricchezza che la MMT può darvi è zero).”

Toni abbastanza netti e uno stile comunicativo fin troppo asciutto ad accompagnare una richiesta economica non indifferente, tanto più che Barnard sta vendendo una teoria che presenta come la panacea di tutti i mali con toni da imbonitore da televendita, che reitera anche in seguito:

“Loro hanno lavorato una vita per la MMT che salva vite e nazioni, credo che abbiano già dato abbastanza. Devono anch fare volontariato? Lo fanno, ma non per le istituzioni, e questo è ovvio. L’hanno fatto per me perché sapevano che eravamo gente comune che si auto tassava. L’evento sarebbe autorevole per i contenuti, non perché è gratis, per gli stessi motivi di cui sopra. Non so se ti rendi conto che si chiede a una Regione di investire cifre ridicole per avere in mano un’economia da migliaia di miliardi”.

Francesco Maria Toscano si adopera e alla fine accontenta Barnard sul piano delle richieste di un impegno formale e anche sul fronte del cachet, che viene fissato e accettato anche da Barnard in 5.000 euro a testa. Ma poi succede qualcosa, Toscano denuncia che Barnard lo avrebbe scavalcato tempestando di telefonate le istituzioni calabresi, telefonate nelle quali avrebbe espresso il desiderio di eliminare Toscano dall’organizzazione dell’evento e di trattare senza intermediari. Nelle more di scambi epistolari sempre più tesi Barnard alla fine sgancia il testo una mail in inglese, che attribuisce a uno degli economisti, nella quale si dice che i profeti della MMT mai e poi mai possono mescolarsi con personaggi come Scopelliti, a capo della Regione Calabria che partecipa al patrocinio.

La storia finisce con i calabresi che organizzano la manifestazione per conto loro e i profeti americani che parteciperanno, presumibilmente contenti del cachet e fregandosene di Scopelliti e con Barnard che mantiene il gran rifiuto all’ultimo minuto, maturato quando ha capito chi fosse il presidente della Regione Calabria. Riflessi abbastanza lenti per una persona che da anni ormai si batte contro il terribile potere che tutto controlla e che tutto rovina. Proprio come succede a tanti, che ipnotizzati dalla “scoperta” d’incredibili complotti o della pietra filosofale, alla fine si fanno passare sotto il naso la spaventosa corruzione di questo paese e persino l’esistenza delle mafie. Lento ma inesorabile, Barnard infatti non sembra aver gradito lo sgarbo e ha lanciato la scomunica:

“Ho licenziato dalla lista dei relatori, e da future collaborazioni con me in Italia, Stephanie Kelton, Marshall Auerback e James Galbraith, per gravi violazioni di ordine deontologico ed etico. Costoro, assieme agli altri MMT Bill Black e Pavlina Tcherneva, hanno accettato di offrire il prestigio accademico della MMT al Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti (e ad alcuni suoi faccendieri diffamatori e amici di massoni in seconda). Scopelliti è un politico pluri inquisito, gravato da una condanna in primo grado, e da altri seri problemi giudiziari, come ampiamente riportato dagli atti e dalla cronaca, che io colpevolmente ignoravo o sottovalutavo.”

Nella vicenda è rimasto impigliato anche un altro sedicente teorico rivoluzionario, noto più per la produzione di bufale che per la precisione delle analisi, Sergio Di Cori Modigliani, di recente onorato dalla pubblicazione di una delle sue opere di fantasia sul blog di Beppe Grillo. Operazione che ha avuto un certo successo, anche se non come l’ormai mitico post sui successi e i provvedimenti del governo Hollande, totalmente inventati dalla sua fantasia e causa di disgrazia per Leonardo Coen, che dopo aver plagiato la bufalaccia si è rivoltato per giorni nel tentativo di venirne fuori meno che malissimo e non c’è riuscito. Agli appassionati del genere consiglio i commenti ai due post, e non per godere della sofferenza dei due poverelli, ma per comprendere l’estensione e le dinamiche che animano il variegato fronte di quanti propongono l’uscita dall’euro come feticcio risolutivo di una crisi che accolgono, ciascuno per i motivi suoi, come un’occasione per proporsi personalmente come salvatori della patria o come un utile capro espiatorio per una storia recente che li ha visti tra le fila dei protagonisti di politiche fallimentari a prescindere dall’euro.

SDCM viene infatti colto in evidente contraddizione, prima ad esprimere grande apprezzamento per Francesco Maria Toscano a margine di un post nel quale critica duramente Il comportamento di Barnard e poi a distanza di giorni a vergare un post intitolato: “Paolo Barnard e la grande lezione che viene dalla Calabria. Per tutti noi“, nel quale atteggiandosi a puro e dure esprime tutta la sua solidarietà al gran rifiuto appena pubblicato da Barnard, esemplare a suo dire nell’aver denunciato lo scandalo della partecipazione all’iniziativa di gente con la quale non prenderebbe neppure un caffè.

A rampognare SDCM è nientemeno che il sito del Grande Oriente d’Italia Democratico, che da quello che si capisce è un sito gestito da un massone molto attivo e propositivo di spiccate tendenze progressiste, tanto che ai confratelli propone la costruzione di un ospedale massonico e di un’università massonica (per cominciare) insieme a una montagna di modifiche alle regole dell’associazione. Quelli/0 (?) di GOD in teoria vorrebbero riportare la pace tra i contendenti in nome della MMT , osteggiata da altri massoni più quotati, tanto che vergano anche un appello:

“Appello di Grande Oriente Democratico a Paolo Barnard, ai componenti di “Democrazia MMT”, ai simpatizzanti MMT di tutte le latitudini, a tutti i neo-keynesiani italiani, affinché mettano da parte egotismi e narcisismi e lavorino per un Fronte Comune pluralistico, diversificato e articolato quanto si vuole, ma tuttavia unito nel presentare un’Alternativa ideologica e culturale alla Teologia Neoliberista imperante”

In pratica c’è da credere che la polemica si trascinerà a lungo e probabilmente ci saranno altre repliche e altre cadute di gusto, devono ancora arrivare quelli che giustamente sindacheranno l’utilità di spendere decine di migliaia di euro in un convegno nel quale alcuni economisti americani propineranno allo scelto pubblico calabrese una discreta dose di fuffa, tra le più cristalline, come quella delle teorie economiche che promettono di risolvere i mali del mondo, ricchi doni e cotillon. In questo caso poi esercitando la “sovranità monetaria” (sic) e praticando una specie di para -keynesismo di ritorno, che alla preservazione della spesa pubblica accompagna l’uso della leva monetaria a seconda del bisogno e la drastica riduzione delle tasse. Motivo per il quale la MMT è vista con favore anche da parecchi degli orfani del liberismo ad oltranza, che si è schiantato malamente e lo hanno visto tutti.

Credere che la MMT o qualsiasi ricetta per l’economia si possa rivelare auto-sufficientemente salvifica è una chiara ingenuità, pensare che la sovranità monetaria sia qualcosa di diverso da un feticcio dietro al quale si nascondono governanti falliti e il nazionalismo delle destre estreme è ancora più imperdonabile e pericoloso, anche se tutta questa vicenda si srotola più all’insegna della seduzione del credente, l’unica tipologia umana alla quale si possano rivolgere messaggi di questo tenore senza rischiare di essere sommersi dalle pernacchie. Sarà per questo che molte di quest ingenuità finiscono per essere abbracciate in misura diversa anche dal M5S e da un Beppe Grillo che non ha mai avuto paura di cavalcare qualche strillo popolare quanto infondato. Eppure questo nuovo culto ha persino degli evangelizzatori volontari, persone preoccupate di diffondere il verbo, tanto sono convinte della sua importanza.

Quello che stupisce sempre è che personaggi del genere abbiano un seguito convinto e che parecchie delle loro peggiori trovate raccolgano l’entusiasmo di fin troppe persone, che finiscono così col distrarre lo sguardo dalla pur evidente eversione dell’economia capitalista da parte delle élite, che dopo aver applicato il turbo al liberismo hanno scavato un baratro mai visto tra la classe dominante e quella dominata. Un baratro che non si colmerà certo con le fantasie o regalando soldi pubblici o frutto di collette ai Re Magi americani, e nemmeno rincorrendo sedicenti rivoluzionari attendibili come Wanna Marchi o economisti dai cachet inutilmente esosi.

Pubblicato in Giornalettismo

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