La Repubblica inventa il partito di Occupy Wall Street

Posted on 6 settembre 2012

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Angelo Aquaro intervista Kalle Lasn e ne esce un annuncio paradossale: “Occupy ora vuole un partito“, ma non è vero.

Kalle Lasn è stato uno dei primi sostenitori del movimento OWS, ma presentarlo come ideologo o leader del movimento è un po’ esagerato e non solo perché lui stesso ha sempre rifiutato definizioni del genere. OWS è infatti un movimento leaderless ed è impensabile che dalla sera alla mattina si alzi qualcuno ad annunciare il futuro del movimento come se fosse cosa fatta e decisa. La rivoluzione senza leader finirebbe così nel trasformarsi in un partitozzo e lo storico annuncio sarebbe recapitato proprio dalla viva voce del suo leader alle orecchie del fortunato giornalista italiano.

In effetti Lasn non si lancia in proclami, espone semplicemente la sua visione della strada che in futuro potrebbe e dovrebbe prendere OWS, a suo dire evolvendo in un terzo partito destinato a rompere il bipolarismo statunitense. Un auspicio personale più che un piano, ma Aquaro lo trasforma proprio nel piano e nella volontà del movimento, che in queste ore peraltro è impegnato a protestare approfittando della convention nazionale dei democratici. (nelle immagini by Getty)

Così un elenco di banalità come: “Penso a un vero partito. In Europa hanno fondato e va forte il Pirate Party. Io penso a qualcosa di diverso. Al Blue, Green & Black Party. Blu come la trasparenza e Internet, Verde perché si prende cura dell’ambiente e Nero per la rabbia nei confronti delle corporation” si traduce in un progetto ben più preciso e delineato, nel più classico dei classici: il “Partito della Gente” (“Che il potere ci temono” cit. ). Un progetto buttato lì con accento vagamente populista e sbarazzino, proprio come durante una chiacchierata senza importanza: “… non solo Occupy, non solo giovani. La gente non ne può più: troppa Coca, troppa Pepsi. In quattro anni ci facciamo una Convention tutta nostra“.

Un’analisi non troppo profonda, che poi sfuma in altre considerazioni e del partito non se ne  parla più. Due chiacchiere che però nell’incrocio d’amorosi sensi tra la corrispondenza dell’inviato Angelo Aquaro  e il titolista, possono come per incanto diventare uno scoop, un annuncio che ha un certo appeal e che pertanto è destinato a far rumore e ad essere echeggiato nelle prossime ore, anche se del tutto campato in aria.

Pubblicato in Giornalettismo

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