Che succede se la Svezia consegna Assange agli USA?

Posted on 27 agosto 2012

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La Svezia ha risposto ai rilievi del  Committee against Torture dell’ONU e nella risposta ha illustrato un punto rilevante anche per il caso Assange.

Il governo svedese dice che l’autorità giudiziaria è indipendente e che nessun procuratore svedese ha aperto alcun caso legale per le rendition di due cittadini egiziani, Mohammed Alzery e Ahmed Agiza, poi torturati dai servizi Mubarak. Questo nonostante lo stesso governi comunichi a margine che ai due sono stati riconosciuti risarcimenti per il danno subito.

Ovviamente il governo dice che i procuratori sono indipendenti e che non dipende dall’esecutivo se per qualche motivo i procuratori sono distratti o ritengono che per il codice svedese non sia un reato deportare illegalmente due persone e consegnarle nelle mani di noti torturatori. Il governo svedese nega di aver partecipato a una “rendition”, ma di aver solamente dato corso a una normale espulsione e per questo: niente reati. Anche se diverse istituzioni svedesi hanno “severamente criticato” l’operato dei servizi svedesi che si sono adoperati per questa espulsione in collaborazione con quelli di Mubarak.

Il che significa che la Svezia ammette di aver violato la sua stessa legge a tutela dei diritti universali (anche) dei cittadini stranieri, ma che di questa violazione, pur gravissima, nessuno sarà chiamato a rispondere penalmente (punti 21-21-23-24 nel testo). Con tanti saluti a chi dice che Assange sarebbe garantito dalla legge svedese contro una richiesta d’estradizione verso gli Stati Uniti. La legge esiste, ma non è rispettata e infrangerla non comporta alcuna sanzione penale o pecuniaria a carico di chi ordini di farlo o di chi esegua l’ordine.

Quindi, qualora nel caso di Assange i servizi svedesi decidano di caricarlo su un aereo americano, nessun ufficiale o esponente del governo rischierebbe nulla e  l’unico inconveniente in caso di ricorso vittorioso da parte dei legali di Assange, toccherebbe alle casse dello stato, e sarebbe quello di far fronte a un modesto esborso economico a titolo di risarcimento. Per dare un’idea, ai due egiziani torturati è stata risarcita una cifra inferiore ai 400.000 euro a testa, argent de poche per un governo. Ma anche se fosse dieci volte tanto, rimarrebbe sempre una somma modesta, per di più facilmente rimborsabile o compensabile dagli stessi americani. La risposta del governo svedese al Comitato contro la Tortura dell’ONU costituisce quindi la confessione del fatto che la legge svedese, che in teoria dovrebbe fungere da garanzia ad Assange, in realtà non è applicata e non ha alcuna reale efficacia.

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