Lui non è una Pussy Riot

Posted on 18 agosto 2012

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Sarà per questo che la condanna di Nabeel Rajab (in copertina, con la madre) a tre anni di carcere (identica a quella comminata alla Pussy Riot) non sembra interessare a nessuno. Rajab è il leader dell’associazione per la difesa dei diritti umani del Bahrein, lui e sua figlia Maryam (sotto) sono già stati detenuti altre volte per lunghi periodi insieme ad altri attivisti.

Ad altri è andata anche peggio, sono stati torturati o uccisi per aver preso parte a proteste pacifiche che  chiedevano  riforme peraltromodeste alla locale monarchia assoluta, che ha reagito in maniera degna del regime Nord-coreano senza che la cosa impedisse neppure il GP di Formula 1, i protagonisti del quale hanno incassato i soldi della dittatura e mentito diffusamente negando che nel paese ci siano una feroce repressione e l’assoluto disprezzo dei diritti umani.

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