Abdul Hadi Palazzi, l’intermittente minaccia islamica

Posted on 26 giugno 2012

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Il noto leader leader dell’Islam moderato italiano non finisce di stupire. Già accreditato dai governi Berlusconi e da buona parte della stampa di destra (e non solo), come rappresentante dei musulmani moderati del nostro paese, pareva si fosse convertito all’induismo, ma forse non è così.

Grande lo stupore nel rivederlo presentato come “responsabile dell’Associazione dei musulmani italiani e famoso nel mondo Sheikh Abdul Hadi Palazzi a un piccolo pubblico convocato a Mosca il 12 marzo scorso, per un incontro interconfessionale che si presenta come: “la prima conferenza internazionale sulla cooperazione interconfessionale nel superamento della crisi finanziaria globale: “. La crisi globale come una chiamata alla svolta spirituale” e sostiene che “i partecipanti principali sono l’elite dei saggi religiosi“. Non è chiaro se gli organizzatori siano inconsapevoli truffati o altri virtuosi dell’arte del sempre meglio che lavorare, ma in fondo poco importa, sono problemi dei russi.

Che il nostro in vesti e identità islamiche ha relazionato, insieme ai rappresentanti locali di altre confessioni convocati da un gruppo privato che promuove  un “sistema di sviluppo personale”, offrendo l’opportuno supporto didattico a pagamento. Purtroppo per loro l’Associazione dei musulmani italiani ha una storia nota e una manciata d’iscritti e  Abdul Hadi Palazzi, aka Massimo Palazzi, aka Satyaprakash Shankar o Shankar Satya Prakashnath Baba (!) quando è in veste di seguace di Shiva, non è esattamente la persona più adatta a parlare a un meeting interconfessionale.

Da indù come da musulmano non è uomo da mezze parole, dice il Baba:

«Proprio qui casca l’asino: non esiste una cultura islamica “sana”, esattamente come non esiste una cultura nazista “sana” o una cultura mafiosa “sana”. La cultura islamica è stata fondata da Maometto, un predone, pedofilo e assassino che stuprava le donne lo stesso giuorno in cui aveva ammazzato i loro mariti, i loro figli e i loro genitori. L’iislam è una cultura basata sul principio: “dove arrivo io taglio la testa a chi rifiuta di convertirsi”.

Uno che ne ha per tutti e che ad esempio si è augurato che i marò italiani sotto processo in India possano “marcire in carcere“. E non è che come Zelig abbia cambiato personalità insieme all’abito, perché anche da leader musulmano applaudito da Pisanu e da Paolo Mieli, diceva le stesse cose a proposito dei musulmani.

Il bello è che il “responsabile dell’Associazione dei musulmani italiani Sheikh Abdul Hadi Palazzi”  di Mosca è apparso ben oltre la fatidica trasformazione in induista e nel “presidente della sezione Italia dell’Arya Samaj (fondata in Inai da Swami Dayanad Saraswati Arya Samaj Italy Rome Ente di Culto Hindu – Ritualità vedico-aria)”. Per di più, una settimana dopo aver intrattenuto i russi, il nostro ha caricato sul relativo canale YouTube un video didattico nel quale lui, ovviamente maestro, insegna il Sandhya in perfetta continuità con la sua recente carriera induista che già lo vede presentarsi nei panni del maestro.


Sembra quindi che il Terrore dei Supplì, l’ennesimo soprannome con il quale è conosciuto da un piccolo gruppo di fan di lunga data ai quali m’onoro d’appartenere, abbia elevato l’arte del trasformismo a nuove vette e faccia con disinvoltura avanti e indietro dai panni del clerico islamico (accreditato dal governo e dalla stampa italiana addirittura come rappresentante dei musulmani moderati) che  sputa sui musulmani per sostenere lo sforzo patriottico, a quelli del Baba che sputa sugli islamici e si augura che i marò italiani marciscano in carcere. Resta da vedere quanto a lungo reggerà lo stress da doppio lavoro, ma questa nuova fase promette moltissimo a quanti hanno temuto che con il tramonto della War On Terror si potesse assistere al ritiro dalle scene di questo grande rappresentante della più genuina italianità.

Credits: tutti per Gambero Rotto, al quale mi lega l’insana passione per le gesta del Terrore dei Supplì

Chi volesse approfondire le sue mirabolanti gesta, può partire da qui