Summit a Timbuctu, ci sono anche i rapitori di Urru

Posted on 3 aprile 2012

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Abu Zéid, Mokhtar Belmokhtar e Yahya Abu Al-Hammam, un tris d’assi della famigerata al Qaeda nel Maghreb è giunto a Timbuctù, città del Mali caduta nelle mani dei ribelli che hanno approfittato dello scombinato golpe che ha investito Bamako.

La maggior parte degli ostaggi occidentali rapiti nel Sahara è nelle mani di questi tre uomini; e tra questi con una certa sicurezza anche la nostra Rossella Urru; che rappresentano diverse declinazioni di un universo sempre più roso dai conflitti interni.


Nella città, dove gli islamisti di Iyad Aq Ghaly hanno stabilito il loro quartier generale nella base abbandonata dall’esercito, i tre sono convenuti per trattare con il capo di Ansar Eddine che controlla la città, pur dovendo ancora guadagnare il consenso dei suoi abitanti.
L’occasione sembra segnalare un tentativo di riavvicinamento tra le diverse anime del radicalismo, ma soprattutto un tributo da parte dell’ala algerina di AQIM ai fratelli del Mali.
Degno di nota è che gli uomini di Ghaly nei giorni scorsi abbiano strappato la città ai tuareg del  Mouvement national pour la libération de l’Azawad (MNLA), che avevano occupato la città senza incontrare resistenza. Uno scontro che spiega come la ribellione tuareg contro il governo e l’azione qaedista abbiano due agende diverse e conflittuali, circostanza che sicuramente non gioca a favore degli estremisti islamici, che già stanno correndo un notevole azzardo nel riunirsi in una località isolata come Timbuctù.

Aggiornamento: I tuareg dello MLNA hanno appena dichiarato di aver circondato Timbuctù e di aver chiesto una resa incondizionata a quelli di Ansar  Eddine. Uno sviluppo poco atteso che, se confermato, testimonierebbe quanto sia stata velleitairia l’azione qaedista.

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Posted in: Africa, War on Terror