Tutti i paesi che usano i bambini in guerra

Posted on 15 marzo 2012

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Dopo il discusso video Kony 2012, la denuncia in un documento di Human Right Watch.

Ci sono molti movimenti e bande armate in giro per il mondo che reclutano bambini per mandarli a fare la guerra, ma anche molti governi, compresi quelli che dovrebbero dare la caccia a Kony.

Ci sono conferme, storie risapute come dettagli poco conosciuti e fortunatamente nessuna sorpresa. L’elenco è aperto in ordine alfabetico dall’Afghanistan, dove i minorenni trovano impiego sia tra le bande talebane che nei quadri della polizia afghana, come accertato dall’ONU. Un campione della specialità è il governo birmano, che rastrella i bambini per strada e li manda a combattere contro i ribelli, anche tra i quali combattono bambini.

Poi vengono tre africani paesi nei quali sono i governi a sfruttare i bambini affidando loro operazioni militari: il Ciad, il Congo e la Repubblica Centrafricana, gli ultimi due parte del fantastico trio che secondo Invisible Children doveva unirsi nella caccia al terribile Kony. Colpevole di arruolare i bambini per mandarli a combattere. In Congo non c’è solo Kony che arruola bambini e non c’è solo il governo, va molto di moda. Come in Somalia, in Yemen Sudan e Sud Sudan del resto, dove non c’è differenza tra “governo” e “ribelli”.

Anche in Colombia è costume diffuso tra le varie forze paramilitari che insanguinano il paese, così come tra i naxaliti in India e tra i qaedisti in Iraq, gli islamisti nelle Filippine, in Darfur dove li impiegano un po’ tutte le fazioni e anche nella Thailandia meridionale.

Situazioni simili ma non sempre omologabili, perché una cosa è arruolare giovani quasi in età legale per l’età l’arruolamento (che per alcuni paesi è posta a sedici anni), altra è rapire all’ingrosso anche bambini prepuberi o le bambine per concederle al divertimento dei soldati. Molti dei rapporti riguardanti diversi movimenti variamente ribelli sono inoltre da prendere con la dovuta prudenza, alcuni dei quali sono già stati dimostrati falsi o grandemente amplificati.

Quello che non si può tollerare è invece l’arruolamento dei bambini per mano dei governi, ancora meno di quei governi “amici” seppur dittatoriali che per la loro sopravvivenza dipendono dal sostegno occidentale  e che nonostante le ripetute (ma blande) sollecitazioni in questo senso perseverano indefessi. Solo in Sri Lanka la piaga sembra essere evaporata negli ultimi anni con la fine della guerra civile, per il resto nessun progresso.

Forse prima di correre dietro a Kony nella foresta sarebbe il caso di fare pressioni sul Dipartimento di Stato e sulle cancellerie occidentali perché tirino le orecchie a questa eletta schiera di vecchi briganti abbarbicati al potere, a occhio si salverebbero decine di migliaia di bambini da un futuro orribile senza neppure il bisogno di scatenare guerre od operazioni militari.

Pubblicato in Giornalettismo