Israele, bugia vecchia fa attacco nuovo

Posted on 11 marzo 2012

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Mentre Israele continua a bombardare Gaza nell’indifferenza dei media e della politica occidentale, è bene far notare il motivo o meglio il pretesto con il quale giustifica questo ennesimo tiro a segno sugli inermi

Secondo il governo israeliano si è trattato di colpire il capo dei Comitati di Resistenza Popolare, che stava progettando un attentato sul confine meridionale d’Israele. Ma Gaza non confina con il Sud d’Israele e quindi l’attacco dovrebbe essere portato dall’Egitto.

Proprio come quello dell’agosto scorso, per il quale Israele ha già bombardato Gaza per rappresaglia accusando i Comitati di averlo portato a temine.

Peccato che poi si sia scoperto che i colpevoli erano membri di un gruppo egiziano che con Gaza non c’entrava nulla, bastava attendere le analisi degli attaccanti rimasti uccisi, ma già a poche ore dell’attacco i jet israeliani stavano bombardando Gaza per rappresaglia.

Netanyahu disse allora che gli autori degli attacchi erano stati puniti, ma poi quando si diffuse (poco) la verità, nessuno ne parlò più. A distanza di pochi mesi ecco di nuovo bombardamenti su Gaza, in questo caso preventivi, contro un piano che esiste solo nei timori e nella propaganda israeliana, che ora suona la musica dell’aggredito perché da Gaza hanno risposto all’attacco.

Uno scontro che finora ha registrato una ventina di morti, più feriti e distruzioni nella Striscia e nessun danno in Israele, come accade più o meno sempre quando il governo israeliano decide di aver bisogno di uccidere qualche “nemico” per aumentare il suo gradimento nei sondaggi.

Perché attacchi del genere hanno un automatico gradimento in Israele, dove l’opinione pubblica sostiene la colonizzazione della West Bank come qualunque attacco armato contro chiunque. Negli ultimi anni Israele ha goduto della totale impunità, che nella percezione degli israeliani è presto diventata un diritto e quei pochi che ancora s’interrogano su questa strategia e sull’utilità di abusi del genere, parlano al vento.

Un tiro al piccione che non scandalizza nessuno, tanto vale non riferirne nemmeno e infatti ne riferiscono in pochi.

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