Le ninja di De Bortoli

Posted on 20 febbraio 2012

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Il Corriere della Sera continua a pestare sulla minaccia iraniana, con risultati imbarazzanti. Ai lettori dell’edizione di domenica propina un lungo articolo intitolato “Navi iraniane nel Mediterraneo Gli ayatollah mostrano i muscoli“. Il problema è che i presunti muscoli sono poca cosa: una vecchia nave da guerra (nella foto) accompagnata da una cisterna.

Niente di paragonabile alla quinta flotta americana che fa base in Bahrein o alla sesta flotta che s’affaccia periodicamente nel Golfo Persico, una pinzellacchera persino in confronto alle squadre navali inviate nel Golfo da Francia e Gran Bretagna. Ma sono gli iraniani che sono minacciosi, così minacciosi che le autorità saudite non hanno avuto difficoltà a concedere loro l’attracco del porto di Jeddah, ma su questo il Corriere sorvola.

Di solito c’è un’esibizione di muscoli quando i muscoli ci sono, ma l’esibizione di muscoli da parte di un omino gracile al cospetto di un bullo minaccioso molte volte più grosso, di solito provoca istintiva ironia. Al Corriere sembrano coscienti del problema, così per dare più peso al testo di Olimpio hanno decorato l’articolo (che occupa quasi tutta pag. 14) con due grandi foto di giovani iraniane vestite da ninja giapponesi (qui accanto).

Nemmeno una riga a commento delle immagini, che così il lettore medio prenderà per l’ennesimo addestramento di guerriere fanatiche (a dispetto del Corano) e che comunque rendono un’immagine bellicosa della teocrazia persiana.

Ma che c’entrano le ninja con la minaccia iraniana? Proprio niente, quelle ninja non sono altro che iraniane che cercano in quell’arte marziale, come in altri sport, un’evasione. E che la televisione iraniana ha mostrato in settimana ad esempio dell’emancipazione femminile in Iran, non hanno nessun legame con la guerra o l’addestramento bellico, ne ha riferito persino il TG1, cogliendo l’occasione per far notare come le donne iraniane non siano così emancipate se sono obbligate a indossare il velo.

Nell’articolo Guido Olimpio non parla d’emancipazione femminile ed è chiaro l’uso delle foto a confezionare una propaganda da due soldi, non ci hanno messo le foto delle calciatrici o delle vogatrici iraniane nell’articolo. Una vera e propria truffa ai danni dei lettori del Corriere della Sera, un altro tassello inventato di un’opera di propaganda che dura da anni e che è ripresa alla grande dopo l’eliminazione di Saddam. C’è sempre bisogno di un nemico potente e minaccioso e se non c’è, il Corriere della Sera è in prima fila tra quelli che s’adoperano per costruirlo, una piccola menzogna dietro l’altra, giorno dopo giorno, anno dopo anno.