Direttori astuti su Twitter

Posted on 14 gennaio 2012

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Alcuni direttori dei più importanti quotidiani italiani hanno un account su Twitter. A tutti loro capita di essere interpellati sulle questioni più diverse, da quelle bagatellari fino a gravi comportamenti contestati alle testate che dirigono. Per questioni dell prima categoria a volte si leggono cortesi risposte, per quelle della seconda invece la regola aurea è il silenzio.

La figura del direttore nei principali giornali italiani non è quella di chi, come peraltro prevede anche la legge, si assume la responsabilità morale di quanto pubblicato dal suo giornale o discute con i lettori/clienti della qualità del prodotto, quanto invece quella di un muro di gomma.

E quando non è bello far vedere su un social network che si fanno orecchie da mercante e si sfuggono le questioni imbarazzanti, ecco allora il ricorso l’espediente-standard: promettere una risposta che poi non arriverà mai.

Ecco due esempi perfettamente sovrapponibili di questa strategia un po’ ridicola, messa in atto dai direttori di due dei maggiori e più autorevoli (???) quotidiani italiani, che sembrano presi dallo stesso manuale:

Per ora Calabresi vince per distacco, è dal 22 novembre che deve pronunciarsi, ma non è detto che De Bortoli non riesca a recuperare lo svantaggio accumulato partendo in ritardo l’undici/dodici gennaio. Anche per lui le domande erano difficili e chiamavano in causa l’etica e la qualità del prodotto editoriale che firma.

“Poi ti rispondo” is the new…?

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