La grande bufala degli animali morti per i botti

Posted on 2 gennaio 2012

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Non erano 5.000, ma 500 e quest’anno secondo la stessa associazione sono molti di meno. E poi: “Solo nei prossimi giorni comunque – evidenzia l’Aidaa- sarà possibile fare il quadro completo della situazione in relazione anche alle altre specie di animali (specialmente piccoli animali domestici e del bosco) rimasti uccisi o fuggiti“. Ma ovviamente nessuno ha corretto la prima affermazione, che è ancora lì dov’era.

Frase che, insieme alla fretta di cavalcare la notorietà, odora di farsa, visto che è abbastanza inverosimile che nei boschi muoiano gli animali per i botti e che qualcuno possa contarne i cadaveri riconducendone la causa della morte ai botti.

Identica considerazione vale per l’affermazione: “oltre il 90% delle segnalazioni fino ad ora arrivate ad AIDAA provengono da città che non avevano applicato nessuna limitazione ai botti di capodanno.” Visto che i divieti sono stati bellamente ignorati.

Ma è la matematica a fornire indizi più decisi che ci si trovi di fronte a una classica bufala, costruita sul nulla per attirare l’attenzione, perché secondo questo comunicato, tra segnalazioni di animali morti e fuggiti, l’associazione avrebbe ricevuto 1187 telefonate fino alle 16 di oggi. Peccato che da mezzanotte alle 16 siano trascorsi appena 960 minuti, rendendo il numero inverosimile e tutta la faccenda ridicola.

Se poi si considera che sul blog è stato scritto il 31/12: “DOMANI dalle 9 Daremo sul blog sulla pagina fb di AIDAA aggiornamenti continui in merito ad animali uccisi o incidenti con i botti che abbiano in qualche modo coinvolto gli animali, chiunque può chiedere informazioni e dare notizie telefonando dopo le ore 10 al 3926552051″. I minuti a disposizione si riducono a 360.

Incongruenze che mi hanno dato l’impressione  che si trattasse dell’azione di un’associazione di furbetti o di un solo furbetto un po’ malmesso in cerca di pubblicità e che sia riuscito a trovarla sfruttando la “notiziabilità” della trovata e il buon cuore di un sacco di creduloni, oltre alla sciatteria di un gran numero di giornalisti e amministratori pubblici che non si sono posti alcun dubbio e non hanno proceduto alla minima verifica, come spesso accade.

Vero è che nel comunicato di oggi si parla anche di mail, ma altrettanto certo è che sul blog dove appaiono i comunicati, aperto solo a dicembre, c’è solo il numero di un cellulare e nessuna mail di contatto e che anche sul sito dell’associazione omonima (che poi ho verificato non avere nulla a che fare con il blog) appare solo un numero di un cellulare, non un centralino, e nessun invito alle segnalazioni, nemmeno un solo riferimento ai botti.

Si cita oggi sul blog anche un “telefono amico” dell’associazione al quale rivolgere le segnalazioni del quale non c’è traccia da nessuna parte.

Esiste un sito di un’associazione omonima, nel quale però non c’è traccia di alcuna  campagna contro i botti e che è di Isernia, al contrario dell’AIDAAA in questione che è milanese, mentre nel blog http://aidaa-animaliambiente.blogspot.com/ non c’è traccia di mail.

C’è però una pagina facebook, animata dallo stesso Lorenzo Croce (nella foto) che gestisce il sito/blog, ma nemmeno qui c’è traccia di “telefono amico” o di mail nelle info. Nella sua pagina personale invece ritroviamo Croce che ribadisce il numero di 5000, chissà perché: I CINQUEMILA MORTI ERANO RIFERITI ALL’ANNO SCORSO, SE I NUMERI SONO MIGLIORATI E’ UN BUON SEGNO, E GUARDA CASO UOMINI ED ANIMALI SONO MORTI E SI SONO FATTI MALE PREVALENTEMENTE NELLE ZONE DOVE NON ERANO IN VIGORE I DIVIETI. FERMIAMO I BOTTI (il maiuscolo in originale e si scoprirà essere un tratto distintivo del Croce).

Pare quindi che la campagna contro i botti dell’AIDAA  si fondi esclusivamente sulle la fantasie del suo  presidente Lorenzo Croce e nessun dato certo o verificabile. Croce che gode della fiducia  cieca quanto malriposta della redazione milanese del Corriere della Sera, che già in passato ha pubblicizzato altre denunce abbastanza strane, con tanto di annunci di taglie sulla testa di uccisori di gatti, senza neppure accorgersi che l’indirizzo del sito http://www.aidaa.net segnalato nelle sue pagine rimandava a un sito inesistente.

A questo punto la puzza di truffa si è fatta più intensa e mi ha spinto a continuare, così, cercando in rete con pazienza, ho trovato anche altre conferme, oltre al “Tribunale degli animali” e al “Club dei pesci rossi”, altre geniali creazioni del Croce.

Sul forum dei 100% animalisti  (associazione vicina all’estrema destra) ecco spuntare diverse storie curiose e opinioni poco lusinghiere su Lorenzo Croce, che in passato pare si occupasse di un sito che reperiva “amanti virtuali” e nel quale tirano in ballo anche un Pierluigi Tremonti che risulta socio fondatore dell’AIDAA ed è indicato come il fratello del noto ex-ministro delle finanze.

Una colossale sputtanata, ancora online, che prosegue per diversi post e quindi a tutti gli effetti credibile, visto che il forum riporta una minaccia di denuncia da parte dello steso Croce, che evidentemente non ha portato ad alcuna censura giudiziaria.

Sul forum lo presentano come un ballista e un truffatore seriale e gli dedicano anche grafiche salaci come questa accanto, ma ci sono anche prese di posizione analoghe di altre associazioni animaliste, notizie di condanne penali per aver diffamato altre associazioni, tanto che gli hanno dedicato un’intera sezione del forum, impegnata per gran parte da discussioni su Lorenzo Croce, le sue bufale, i suoi particolari metodi di corteggiamento e la sua fantomatica AIDAA.

Non solo quindi si tratterebbe di un mitomane, ma addirittura di un notissimo esponente della categoria.

Meritano davvero i complimenti i giornalisti del Corriere della Sera che da anni gli danno spago, ma un plauso lo meritano anche  quelli che hanno abboccato a questo giro senza compiere la minima verifica, per non dire di quei sindaci che hanno emesso ordinanze sulla base delle sue fantasia.

Questa è l’italia a cavallo del 2011 e del 2012, un paese nel quale persino un famigerato ballista riesce a conquistare le pagine e la ribalta nazionale con baggianate del genere, riuscendo addirittura ad influenzare l’azione di amministratori pronti a cavalcare qualsiasi bufala non appena vi scorgano un tornaconto d’immagine.

Proprio un bel ritorno d’immagine per quei sindaci che son corsi ad emettere un’ordinanza su questi presupposti. Tutti meritevoli della tessera del “Club dei pesci rossi”

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