Per il momento sembra che le soluzioni emergenziali e verticistiche abbiano avuto la meglio su quelle “dal basso”
Da tempo il MoVimento 5 Stelle deve risolvere l’idiosincrasia tra una narrazione che racconta di partecipazione orizzontale e una vita del movimento che invece è libera solo all’interno degli stretti recinti e dei limiti posti dal leader. Il problema si è posto anche per la definizione delle candidature alle prossime elezioni legislative, chi candidare, come scegliere i candidati e molto altro, sono state questioni che in rete sono state dibattute moltissimo, quanto poco nei luoghi in teoria deputati allo scopo da grillini.
Poi ieri Beppe Grillo ha comunicato le nuove regole e tutti si sono dovuti adeguare, amen, e tanti saluti al feedback liquido e a tutto il set delle buone intenzioni dell’attivista medio del M5S. Ha deciso Grillo chi candidare, segnatamente chi era già stato candidato, ma trombato, per il M5S. “I candidati al Senato ed alla Camera per il MoVimento 5 Stelle potranno essere tutti coloro che si sono presentati alle elezioni comunali o regionali certificati con il logo del MoVimento 5 Stelle o Liste Civiche 5 Stelle e avranno compiuto almeno 25 anni a febbraio 2013. Saranno escluse le persone facenti parte di liste diffidate dall’uso del simbolo del MoVimento 5 Stelle. Saranno inoltre escluse le persone che hanno incarichi da eletti al 29 ottobre 2012″
Un’ottima soluzione per impedire la candidatura degli “infiltrati” e allo stesso tempo dei Favia e dei Tavolazzi e un annuncio condito dalla novità di Grillo che si presenta come “capo politico” del M5S. Novità semantica per niente da sottovalutare, perché implica la sottomissione degli attivisti e degli eletti e un ruolo di Grillo che diventa quello del segretario del partito, unico autorizzato a dettare la linea e a dire come si fa. La democrazia e la partecipazione offerte dal M5S sono infatti quelle consentite da Grillo, che a oggi ha fatto e disfatto le regole a piacimento, e all’evidente fine di rimanere “garante” e nel pieno controllo del movimento che ha creato. Il problema evidente di una tale impostazione è che il partito che in teoria si dice il più aperto, diventa all’improvviso il più chiuso, quello che non può candidare nemmeno la persona più qualificata e opportuna del mondo se non si è mai candidata alla regionali e comunali per il movimento. Anche se iscritta al movimento.
Un’assurdità evidente, a meno che Grillo non abbia interesse a formare una pattuglia di parlamentari allo sbaraglio, fidando che la loro incompetenza e mancanza di appeal all’interno del M5S (parliamo dei meno preferiti dai militanti) li renda più controllabili. Una scommessa azzardata, perché a fronte della rinuncia secca a raccogliere possibili competenze, necessarie anche solo per esercitare la più modesta delle funzioni parlamentari di controllo, Grillo intasca solo un impegno d’onore che i futuri parlamentari a cinque stelle potranno tradire senza eccessivi problemi, vendendosi al nemico come entrando in rotta di collisione con il capo, com’è già accaduto con gli eletti in passato.
Dice Grillo: ”Dateci una mano piuttosto che martellarci a me e a Casaleggio. Invece di darci martellate in testa, dateci consigli. Una mano. Abbiamo bisogno tutti uno dell’altro”. Ed è un’affermazione che appare ipocrita vista la marmorea decisione a procedere a testa bassa senza ascoltare nessuno a parte il suo personale cerchio magico. Ecco, forse il primo consiglio giusto per Grillo è proprio quello di ascoltare i consigli e le critiche invece di rispondere in automatico con dei vaffanculo e delle offese.
È tempo che il “capo politico” del M5S si comporti da tale e decida se vuol continuare a fare tutto da solo uno show di disturbo alla politica o se vuole costruire davvero qualcosa di nuovo perché, come anche dimostrano le elezioni siciliane, non è vero che il suo movimento porti al voto chi non ci andava. Grillo ruba voti ai partiti tradizionali, ma l’astensione non la scalfisce minimamente. Sia lui che il M5S dovrebbero interrogarsi anche su questo dato, perché forse i voti raccolti non sono quelli di chi ha rifiutato il sistema e la casta e forse confluiscono sul suo movimento proprio perché non è abbastanza diverso dagli altri partiti, non almeno al punto da spaventare chi si è sempre accontentato di quel che passava il convento. Come Berlusconi ai tempi del suo primo successo, Grillo ha un problema di personale insufficiente; allora lo risolsero con “mandateci i curriculum”, oggi sembra che la soluzione scelta sia il “facciamo da soli”. Si può dire che persino la soluzione dei curriculum appare migliore?
Pubblicato in Giornalettismo

Daniele Di Rubbo
31 ottobre 2012
Dispiace un po’ vedere il Movimento 5 Stelle in questa sorta di “delirio di onnipotenza” che sa molto di berlusconismo per negazione, soprattutto alla luce del fatto che vedo che molte persone che lo compongono sono valide. Alcune le conosco di persona e francamente gli affiderei delle responsabilità politiche e amministrative. Valide, dicevo, ma arrabbiate, e ad una persona arrabbiata affiderei tante cose, ma altre decisamente no.
Però mi dispiace anche vedere come a tutta questa democrazia spontanea dal basso, voglia di fare, persone valide ecc. in questo Movimento spesso faccia da contraltare l’indicazione calata dall’alto che sa di verità rivelata. Fa tanto ideologia di partito della Prima Repubblica (pur sempre meglio della Seconda, eh), ma fa anche tanto vecchia politica.
valeriosoldani
31 ottobre 2012
Questa nuova mossa fa il paio con le indicazioni sulla “Neolingua” trasmesse dall’ufficio stampa del movimento a tutti i media. La sfida più importante per il M5S è offrire credibilità e disponibilità a costruire, che non possono prescindere dall’abbandonare derive verticistiche e antidemocratiche che ricordano troppo i populismi dei tempi andati. Purtroppo credo non ne siano all’altezza. E mentre il paese rischia di affondare tra manovre recessive e inadeguatezza della classe dirigente, queste risposte insufficienti non sono solo dannose: possono diventare pericolose.
Virgendelpilar
1 novembre 2012
Tatticamente la scelta di Grillo non è sbagliata. Il movimento attraversa ancora la sua fase talebana ed è logico che Grillo ne ricavi tutto il vantaggio possibile per regolare i conti interni. Ma si avvicina anche il momento in cui le stravaganze del movimento diventeranno un ostacolo. La sfera pubblica politica è fatta dai media, la pretesa di G. di aggirarne la mediazione nel contatto con il pubblico sta per diventare una forte limitazione, particolarmente quando si arriverà alla campagna elettorale. Il “capo politico” non potrà limitarsi ad attraversare un’altra volta lo Stretto di Messina a nuoto.
Lorenzo Tondi
1 novembre 2012
Reblogged this on A tutto Tondi and commented:
un mazzetta da leggere sulla definitiva involuzione autoritaria del Movimento 5 Stelle.
weach1952
1 novembre 2012
il buco antidemocratico del movimento di Grillo è lacerante: da ex iscritto al movimento , non attivista, avvicinandomi all’interno di questa struttura verticistica ho capito.:
1) che ci troviamo di fronte ad una struttura populistica fortemente antidemocratica;
2 ) che ogni testa pensante non è utile, anzi ingombrante specialmente se non si colloca dentro il pensiero di Grillo.
3)che il movimento non esiste ; esistono sole le elucubrazioni di Grillo che svezza il suo pollaio;
4) che il blog è strumento per scientemente mettere in scena un pensiero dominante a scapito e danni di chi si sente un libero pensatore;nel giro di 1 ,2 commenti non soddisfacenti l’account viene sospeso
Eppure per un poco avevo sperato in un movimento nuovo di vera democrazia diretta : tutte chiacchiere
zani
8 novembre 2012
Volenti o nolenti è la nostra unica speranza, altrimenti ci teniamo quelli che già ci sono e ci sono sempre stati. Restiamo perplessi tutti quanti e facciamo bene, ma sinceramente non so voi ma io non so proprio che cazzo votare e o grillo mi da una speranza o…La proposta elettorale che c’è è quanto di più penoso possa esserci e tolto grillo è ovvio che ci aspetta un bel monti bis…prima o poi bisogna rompere e rompere non è mai bello, ma tant’è che io mi sono un bel po rotto. Poi possiamo anche stare a disquisire con molta intelligenza su questo e quello, ma di base ditemi voi cosa offre il panorama politico di meno delirante.
weach1952
8 novembre 2012
il rispetto,
l’unica strada percorribile,per ogni passo dell’uomo
quando si travalica il “rispetto”
si cade nel disprezzo nella non condivisone nello scontro fra energie che inevitabilmente si annullano
ci vorrebbe un specchio per vedere questo grave errore ma spesso qualcuno non ha tempo oppure non vuol vedere
eppurure lo specchio è così vicino e sempre presente basterebbe guardarci negli altri e riscoprirci