Sono solo due cinque che si sono infilati tra quei 39 che hanno votato a favore dell’ACTA, sbattendo contro 478 no (a pag.19 qui).
Uno è Tiziano Motti, autopromosso belloccio allo sbaraglio e infine imbarcato dall’UDC alle europee a mo’ di Magdi (poi Cristiano) Allam. Diplomato, ma con una laurea honoris causa in scienze della comunicazione, indicata sul sito del Parlamento Europeo, ma stranamente assente dal profilo su Wikipedia e dal suo sito. Sarebbe interessante sapere chi ha osato tanto e soprattutto perché, non trascurando il se. Fa anche il consulente per la sanità all’UDC Tomassini al parlamento italiano, anche se tra le sue competenze di sanità non c’è traccia. Sempre dell’UDC c’è Carlo Casini, una vecchia lenza che su Facebook si auto-propone per un posto di senatore a vita
Non poteva poi mancare Magdi Allam, in compagnia di Fiorello Provera, carneade della Lega nel gruppo che raccoglie i deputati dei partiti minori della destra all’ingrosso.
A chiudere Enzo (Crescenzio) Rivellini, già Alleanza Nazionale e poi PDL, Futuro e Libertà e di nuovo PDL, noto per un intervento in napoletano al Parlamento Europeo. Fa anche l’amministratore delegato di un’azienda pubblica (non gratis) nei ritagli di tempo, nonostante il buon gusto e altro consiglierebbero di farne a meno.
C’è davvero da chiedersi se hanno capito cos’hanno votato e, nel difficile caso affermativo, che cosa si proponessero di fare votando a favore. Misteri di una classe dirigente che viaggia mediamente ben oltre il confine dell’assoluta incompetenza.


marco villa (@marcov2)
4 luglio 2012
Ci avrei scommesso la casa che uno di quelli a favore di ACTA era Motti.
Ci sarebbero tante cose da dire su di lui:
le cause con i suoi agenti Unimedia;
gli inserzionisti delle sue guide che risultano iscritti alla sua associazione;
la sua campagna milionaria;
i problemi coi patrocini degli enti pubblici;
ma soprattutto va ricordato che all’inizio della campagna elettorale del 2009 faceva comizi con Gasparri, poi il PDL lo scaricò, presumibilmente per una velina, e allora ripiegò sull’UDC.
Se ogni tanto vuoi ridere leggiti l’archivio del Giornale di Reggio :Al confronto degli elogi sperticati che Motti riceveva su quel foglio, di cui era causalmente l’editore, i media della Corea del nord sono cultori dell’understatement.
John Blacksad
5 luglio 2012
Ti consiglio di aggiungere questo sito per una veloce ed efficace visualizzazione dei voti
http://www.votewatch.eu/cx_vote_details.php?id_act=3055&lang=en
Si può vedere che anche quel tarzanello di Magdi Allam ha votato a favore:
perfettamente in linea con lo stile del personaggio,
così come Carlo Casini e Fiorello Provera
Sonia Alfano dell’Idv si è astenuta e questo dice molto su di lei e sul suo partito…
mazzetta
5 luglio 2012
bello, sicuramente più pratico dei pdf, con i quali basta saltare una riga per fare un casino ;)
io però tra gli astenuti non di destra vedo solo Silvia Costa…. Alfano dovrebbe non aver votato, quindi assente, che è diverso da astenuta…
Ric, what?
5 luglio 2012
Guardando sul sito risulta che non c’erano assenti a quella votazione, a sinistra del grafico:
A – Absent 0; N – Didn’t vote 72. La Alfano ha una N di fianco al suo nome. La cosa è ben specificata, non si rischia di fare confusione tra Astenuta e Assente.
mazzetta
5 luglio 2012
occhio alla differenza, non ha votato vuol dire che quel giorno c’era, ma che non ha votato quel provvedimento. può essere perché uno va via o per altri motivi, ma è diverso dal votare e astenersi da diversi punti di vista, non è la stessa cosa è non ha lo stesso significato politico
Ric, what?
5 luglio 2012
per la stima che nutro nei confronti della sig.ra Alfano, spero che il suo “Non voto” sia significante di qualcosa d’altro rispetto al suo non schierarsi contro ACTA…
Piccola polemica:
ovviamente rispetto gli impegni di chiunque però se da politico non riesci a batterti per la Giustizia svolgendo il tuo ruolo (in questo caso votando), un impotente cittadino comune può sentirsi tutelato ed aver fiducia nelle istituzioni?
bhudjo
5 luglio 2012
Da ignorantone: perché avrebbe un diverso peso politico?
mazzetta
5 luglio 2012
perché l’astensione è un atto esplicito di un deputato in aula, l’assenza invece può essere causata da qualsiasi motivo, legittimo o meno, è almeno da indagare prima di dargli un’accezione negativa o paragonarla al voto degli astenuti. che comunque non hanno votato a favore e vai a sapere i motivi…
p.s. tenete presente che prima della votazione si sapeva già come andava a finire, tra chi ha votato diversamente dalla maggioranza ce ne saranno pochi che lo hanno fatto con lo spirito di tenere alta la bandiera dell’acta e saranno tra quelli che hanno votato a favore, molte delle astensioni e assenze potrebbero essere legate più a questioni personali che a questioni attinenti all’ACTA
John Blacksad
6 luglio 2012
Conoscendo Magdi Allam, potrebbe aver votato a favore dell’ACTA
con l’idea di far chiudere siti che parlano male di lui con la scusa
della violazione del copyright,
perchè (per ipotesi) potrebbero contenere pezzi di suoi scritti,
messi per dimostrare i suoi torti.
O lo faccio troppo intelligente ?
Tiziano Motti
6 luglio 2012
Poiché si accusano gli eurodeputati di avere votato inconsapevoli o “viaggiando nell’assoluta incompetenza”, vorrei evidenziare all’estensore dell’articolo di avere votato con assoluta coscienza contro il fronte ideologico e prevenuto che ha spostato il dibattito dall’effettivo contenuto dell’accordo, che ritengo ben pochi abbiano letto nel dettaglio, ad altre tematiche efficaci nel richiamare il timore di un’improbabile rischio censura.
Il paradosso di questa vicenda, che ha visto anche molti Parlamentari italiani votare contro ACTA è che tutte le disposizioni del trattato sono in vigore in Italia dal 16 marzo 2006, quando fu recepita laDirettiva 2004/48.
Tutto il regime delle ingiunzioni civili (art.8 di Acta), tutte le previsioni sul risarcimento del danno (art.9 di ACTA), le informazioni relative alle violazioni (art.11 e 15 di Acta), le misure provvisorie (art.12 di ACTA), la divulgazione di informazioni (art. 22 di ACTA), l’esecuzione in ambiente digitale (art. 27 di ACTA) sono state recepite con il Dlgs. Riguardo le norme sulle misure di protezione tecnologiche (seconda parte dell’art27 di ACTA) esse sono state addirittura recepite con ladirettiva copyright 29/2001implementate di Italia nel2003 (!). Tutti gli articoli sulle procedure doganali ed alle frontiere di ACTA (dall’art 13 all’art 21 di ACTA) sono già in vigore in Italia sulla base giuridica nelReg. (CE) n. 1383/2003(c.d. Regolamento di base) eReg. (CE)(Regolamento di applicazione)n. 1891/2004.
Tutte le previsioni penali di ACTA ( dall’art. 23 all’art.26) sono già previste nell’ordinamento italiano dagliart.473 del Codice penale e dagli art. 171 e seguenti della legge 633/1941 (adottati tra il 2000 e il 2004).
Massimo rispetto per chi non ha inteso difendere i diritti degli autori nei confronti delle lobbies che traggono vantaggi dall’utilizzo abusivo della creatività altrui, ritenendo che le strade da percorrere possano essere altre.
Per cortesia utilizzate la stessa forma di rispetto verso chi il tema lo ha studiato e ha ritenuto che la movimentazione del web contro ACTA non abbia fatto altro che arricchire le tasche dei pochi che sfruttano consapevolmente il timore, ingiustificato, dei tanti.
Onore al web che, come sempre, accende il dibattito e orienta il risultato.
E’ un segno dei tempi a cui non mi sottraggo e che certamente accetto democraticamente.
Cerchi, chi desidera il rispetto altrui, di utilizzare la stessa forma di rispetto democratico delle scelte che non condivide.
Tiziano Motti
Deputato al Parlamento europeo
tiziano.motti@europarl.europa.eu
mazzetta
6 luglio 2012
Gentile Motti
Sono molto al corrente “dell’effettivo contenuto dell’accordo” e in particolare di cosa ci fosse di sbagliato e di autolesionistico per i paesi europei e di dannoso per i loro cittadini, avendo preso parte con decisione alla “movimentazione del web contro ACTA”.
Mi permetta di farle osservare che qui non è questione di onore, ma di saper valutare interessi, materiali e no, abbastanza evidenti. Se lei insieme a pochi altri, per lo più noti per il fanatismo e l’ignoranza delle questioni complesse, si sente vittima di una maggioranza accecata dall’ideologia, non so che farci.
Non è così e prima se lo toglierà dalla testa sarà meglio per tutti, stessa cosa per quando smettterà di fingersi rispettoso delle altrui opinioni dopo aver riassunto e liquidato la grande maggioranza che ha respinto le sue convinzioni e ACTA definendola: “fronte ideologico e prevenuto. Son tutti prevenuti e lei è quello furbo, vero? Pare incredibile, soprattutto osservando chi ha votato in sua compagnia e sorvolando sulle sue competenze. A proposito, una curiosità, quale università le ha conferito la laurea honoris causa?
Mi lasci dire, da cultore della materia, che le sue conclusioni qui sopra sono del tutto errate, poco importa se per malafede o incapacità, davvero poco importa…
Tiziano Motti
7 luglio 2012
Egregio,
mi fa piacere che abbia svolto un ruolo attivo per difendere i suoi ideali. Ha fatto le sue valutazioni come io ho fatto le mie. La differenza di approccio è che io non giudico lei o chi ha partecipato alla movimentazione del web contro ACTA: il mio giudizio sul “fronte ideologico e prevenuto che ha spostato il dibattito” è indirizzato alle lobbies che traggono vantaggio da una campagna che poi è stata condivisa da coloro che come lei, a ragione o a torto, hanno deciso di condividerla.
Per quanto mi riguarda chi ha votato contro ACTA o ne ha contrastato l’approvazione come attivista sul web, se ha agito con coscienza, ha fatto bene a fare ciò che ha fatto e ha persino ottenuto un grande risultato. Ritengo, differentemente da quanto lei afferma, che se 478 persone votano in una direzione e 39 in un’altra non ci siano furbi e coglioni in nessuna delle due direzioni ma unicamente persone che la pensano diversamente. Poi , probabilmente, c’è anche qualcuno che se l’è fatta addosso quando ha visto che il “popolo del web” avrebbe punito i deputati a favore, ma questa è un’altra storia.
Chi può dire se hanno ragione i tanti o i pochi? La terra era forse piana solo perché erano quattro gatti a sostenere che fosse invece pressappoco una sfera? Decide lei chi ha ragione? Soprattutto: decide lei chi ha le caratteristiche di idoneità pregressa per poter prendere decisioni?
Quando parlavo del rispetto reciproco, mi riferivo proprio a questo: lei liquida chi ha una una visione diversa dalla sua giudicando preventivamente presunte inadeguatezze che nulla hanno a vedere con il voto espresso nei confronti di ACTA: o si tratta di “fanatici” o di “ignoranti delle questioni complesse”. Uno non le piace perché parla in Napoletano, l’altro perché fa le sue crociate… Su di me noto che mantiene un notevole interesse sulla laurea Honoris causa di cui no parlo mai e non scrivo proprio perché non capisco che valore possa mai avere, trattandosi di un banale titolo onorifico che di certo non mi trasferisce alcuna competenza.
Sono perito elettronico diplomato a Parma nel 1985. Ritiene pertanto che possa avere competenza solo sulle eventuali risoluzioni che riguarderanno i semiconduttori?
Per la risoluzione che ho proposto e che è stata approvata per la tutela dei minori dall’adescamento dei pedofili dovevo avere competenza maturata in qualche facoltà universitaria? Per il voto in tutela dei diritti degli animali nell’ambito dell’approvazione della Direttiva sulla sperimentazione scientifica dovevo avere una laurea in veterinaria, chimica o farmaceutica? (N.B. sono stato uno dei pochi ad avere votato contro l’attuale direttiva sulla sperimentazione animale, meglio conosciuta sul web come “vivisezione”, hanno ragione i tanti che l’hanno fatta approvare?).
Magari, giusto per conoscerci, se lo ritiene fornisca maggiori dettagli sulle sue specifiche competenze “da cultore della materia” e mi fornisca le sue valutazioni su quanto ho scritto in precedenza, su cui credo di avere fornito un quadro con sufficienti richiami legislativi. E’ a mio parere maggiormente utile, anche a beneficio dei terzi, affrontare i contenuti piuttosto che formulare giudizi preventivi sull’interlocutore.
Mi conceda un ultimo appunto sulla sua interessante strategia comunicativa:
a suo parere, poco importa se le mie conclusioni sono del tutto errate “per malafede o incapacità”, rimane il fatto che sono del tutto errate.
La sua tecnica viene definita “a circuito chiuso”: a suo parere io sbaglio e questa è cosa certa e la motivazione risiede forzatamente nella malafede o nell’incapacità. Nessuna opzione possibile sul fatto che potrei semplicemente avere valutato in buona fede e con capacità gli stessi contenuti, raggiungendo però conclusioni diverse. Lei non concede a chi la pensa diversamente da lei la possibilità di avere competenza, criterio di giudizio o comunque, alla peggio, buona fede nelle proprie azioni. Pertanto è un censore preventivo, proprio come lo sarebbe secondo il suo modo di vedere le cose il “nemico” ACTA che tanto ha contrastato.
La sua è una vera e propria sentenza e ha la stessa struttura della domanda a circuito chiuso che ora le pongo per far comprendere ai pochi che ci leggono il metodo che lei ha applicato:
“ha smesso di prendere in giro chi la sta leggendo”?
Questa domanda prevede solo due risposte:
- Se non ha smesso, sta ancora prendendo in giro chi legge;
- Se ha smesso, significa che prima stava certamente prendendo in giro chi ha letto.
Nella vita fatta di cose vere e non manipolate, invece, esiste anche la terza opzione: quella che prevede che lei non abbia mai preso in giro nessuno.
Per lo stesso motivo esiste anche la possibilità che io possa prendere decisioni diverse dalle sue, in buona fede e con una competenza pari perlomeno alla sua.
Tiziano Motti
deputato al Parlamento europeo
tiziano.motti@europarl.europa.eu
mazzetta
7 luglio 2012
gentile Motti
ACTA è un atto dalle origini e dagli scopi noti a tutti, in particolare è un atto che tutela gli interessi di alcune grndi corporation ai danni di quelli della generalità dei citadini e delle imprese diverse da quelle.
ACTA è anche un atto che avrebbe recato gravi pregiudizi ai paesi europei, che per questo l’hanno rigettato a stragrande maggioranza al parlamento europeo
è stato lei per primo a parlare di ““fronte ideologico e prevenuto.” contro le sue opinioni, io nell’articolo mi chiedo se quelli che come lei hanno votato a favore sapevano quel che facessero e perché l’hanno fatto. Lei ha provato spiegare i suoi motivi fcendo riferimento al ““fronte ideologico e prevenuto e sorvolando sui motivi per i quali i suoi colleghi hanno bocciato ACTA.
Liberissimo, ma ridicolo quando poi prova ad atteggiarsi a maestro e a spiegarmi cosa, come e perchè lo faccio.
Ridicolo amplificato dalla sua risposta alla domanda sulla laurea honoris causa, ridicola e falsa, perché nonè vero che sulla sua: “…Laurea Honoris causa di cui no parlo mai e non scrivo proprio perché non capisco che valore possa mai avere”
Lei ne ha scritto eccome, persino sulla sua pagina sul sito del parlamento europeo: Curriculum vitae (Il deputato è il solo responsabile delle informazioni pubblicate)
Diploma superiore di maturità tecnica (1985). Iscrizione all’ordine nazionale giornalisti (1989). Laurea honoris causa in scienze della comunicazione (2000).
(in http://www.europarl.europa.eu/meps/it/96760/Tiziano_Motti.html)
E questa è già la dimostrazione di una sua evidente menzogna, per la quale non può certo dare la colpa ad altri o a qualcuno che abbia agito a sua insaputa, c’è scritto: (Il deputato è il solo responsabile delle informazioni pubblicate). Perché ha mentito? Cosa nasconde dietro a questa sua falsa modestia?
A fronte di questo suo mentire le spiego l’interesse per quella laurea: lei è un deputato europeo che esibisce una laurea honoris causa che, per quanto valore possa avere, è un titolo che vanta pubblicamente.
Da qui l’interesse pubblico e legittimo nel sapere quale istituzione gliel’abbia conferita e da qui l’importanza di una sua risposta onesta, diretta e senza ricorrere al trucchetto esibito sopra per svicolare.
Tanto più che molti suoi colleghi hanno esibito lauree finte, acquistate, e tanto più che esiste un florido mercato anche per le lauree honoris causa tarocche.
Per questo le chiedo di fare al più presto chiarezza fornendo i dati che lo ho richiesto, l’unico riferimento che ho trovato in rete è a una fantomatica Leibniz University (http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Radiovasca.+Models&idSezione=16145) .
Si tratta dell’istituto che le ha conferito la laurea? Lei saprà sicuramente da dove viene quel titolo, può spiegarlo pubblicamente in modo che sia possibile controllare quello che afferma sul suo CV e dissipare il dubbio che si tratti di una furberia?
Una Leibniz University è citata in questo articolo di Gianantonio Stella sulle false università ( http://www.simemm.org/PDF/Le%20false%20universita%27%20di%20Gianantonio%20Stella%20da%20wwwilcorriere%20it%20_2_.pdf) che la descrive così:
—- Alla «Libera Università Internazionale G. W. Leibniz», con sedi a Milano, Roma, Bergamo e Lamezia Terme, hanno preso in prestito il nome del pensatore tedesco non a caso: entrato all’Università di Lipsia a 15 anni, laureato in filosofia a 17 e benedetto dottore in legge a 20, era ilsimbolo giusto: qui si fa in fretta.
Come non fidarsi, di un nome così? Di un simbolo con la penna e il compasso? Di un ateneo fondato «nei primi anni ’90 del secolo scorso» a Santa Fè, nel New Mexico, che dice di avere un «rettore» e un «senato accademico» e una «direzione accademica»? L’Antitrust l’aveva già sanzionata nel 2003, per quelle parole, specificando che la sedicente « università» «non gode di alcun riconoscimento o accreditamento in Italia e che i titoli dalla stessa rilasciati non possono qualificarsi quali titoli aventi valore legale» quindi la pubblicità «poteva trarre in errore». Due anni
dopo, dice l’Authority, «è stata riproposta senza cambiamenti di sostanza».—-
è questa che le ha conceso lalaurea honoris causa che (a questo punto) nemmeno si potrebbe definire tale, visto il disonore e la truffa che l’accomagnerebbero?
se no, quale università ha ritenuto di concederle tale onore?
Per questo la invito a smetterla con i giochini stupidi (alla sua domanda è possibile anche rispondere: non ho mai preso in giro nessuno, no?) e a rispondere a tono alla domanda che le ho posto in merito a quella laurea quantomeno sospetto. Non rispondere in merito o rispondere mentendo come ha appena fatto conferma il sospetto.
Senza trucchetti e artifici retorici, senza svicolare: da dove viene quella laurea?
Tiziano Motti
7 luglio 2012
Egregio “Mazzetta”,
avevo avuto l’impressione fin dall’inizio che questo post fosse strumentale e in realtà di ACTA non le fregasse proprio nulla.
Ho immaginato che “lei” fosse l’ennesimo alias dei soliti due gatti che infestano i blog e le discussioni altrui solo per spargere senza grande successo qualche commento negativo sul sottoscritto (non con motivazioni politiche ma semplicemente per rancore “aziendale”, in quanto si tratta di persone che hanno problemi legali con le società che amministravo prima di candidarmi al Parlamento europeo).
Ho immaginato che lei fosse lo stesso Fangareggi che dirige il sito di cui è postato il link con i graditi commenti alla laurea honoris causa di cui non frega nulla a nessuno… tranne che a lui e che a lei.
Anche il più distratto lettore che si imbatta in questo post avrà nel frattempo notato che la discussione si è completamente spostata da ACTA, il pretesto per pubblicare la foto del mio manifesto elettorale e per dare voce ad un finto commento (il primo) orientato invece a promuovere contenuti estranei, alla questione della “laurea honoris causa” citata nel profilo del Parlamento europeo. La contesti, questa laurea: lo faccia pubblicamente e con dati certi circa la sua identità e io riscontrerò le sue richieste fornendo ogni più ampio dettaglio sull’Università emittente.
E’ bello quando ci si può confrontare con profili reali, a cui rendere conto come è giusto che sia con le persone. Agli anonimi e agli alias non rispondo, perché, fino a prova contraria non esistono.
A proposito, non ha risposto: chi è lei? Che competenze ha e che profilo ha verificabile in internet tanto quanto il profilo dei deputati europei, che fintamente attacca solo per raggiungere lo scopo di denigrare il sottoscritto?
Suvvia, caro interlocutore in incognito esperto in lauree honoris causa (molto meno di ACTA), la rete fornisce ottime possibilità per attaccare nel più totale anonimato chiunque ci dia fastidio. Però non è che i fruitori della rete sono da trattare come stupidi. Altrimenti l’effetto boomerang è assicurato.
Tiziano Motti
Deputato al Parlamento europeo
tiziano.motti@europarl.europa.com
Mail personale: tiziano.motti@tizianomotti.com
Fax personale: 0039 0522019966
mazzetta
7 luglio 2012
Legga qui http://jumpinshark.blogspot.it/2011/11/largomentazione-del-direttore-ma-tu-sei.html
poi clicchi sul coniglio in alto a destra, c’è il mio nomecognome
per le referenze ci sono una decina d’anni di miei articoli, se li legga e si faccia un’idea, io a differenza di altri non vanto titoli, che comunque sono sicuramente superiori a quelli che esibisce lei, la laurea che mi hanno dato all’università di Bologna è una laurea del vecchio ordinamento, costata studio e tasse universitarie, a prova di qualsiasi contestazione.
a proposito di boomerang e di muoversi e colpire a caso animati solo da ignoranza e risentimento…
Ora, esaurito nel disastro questo suo ennesimo espediente, può rispondere alla domanda che in qualità di giornalista e cittadino le ho posto sul conferimento della sua laurea e smetterla di divagare con le sue fantasie e accuse sparate a caso?
P.s. non si preoccupi per la figuraccia, lei non è certo il primo politico che trovandosi con le spalle al muro prova a fare la gag dell’anonimo e ci si rompe i denti, è in buona compagnia ;)
P.p.s. La sua laurea l’ho già contestata pubblicamente, questo non è uno spazio privato, ma pubblico, io sono un giornalista è lei è un politico che invece di rispondere divaga, se la racconta e m’accusa di essere chissà chi e animato da chissà quali motivi. Se non vuole rispodere fornendo dati certi lasci stare, anche una mancata risposta e comportamenti del genere sono una notizia succosa almeno quanto la finta laurea
Tiziano Motti
8 luglio 2012
Egregio Sig. “Massimo Mazza, per altre curiosità chiedete in giro” (ho cercato in giro ma non ho trovato nulla), non è che dieci anni di articoli alle spalle sono una carta d’identità, così come non lo è una laurea, la sua, per quanto meritatamente sudata. Meno male che non vanta titoli!
Quindi siamo “colleghi”: anche lei è iscritto all’Ordine dei Giornalisti? (io dal 1989, se ricordo bene e direttore responsabile dal 1990, anno in cui fondai una testata tutt’ora diffusa in qualche milione di copie ogni anno, fino all’elezione del 2009).
Se ritiene che essere iscritti all’ordine e sfornare articoli fornisca competenza, allora ne abbiamo entrambi tanta, io addirittura più che ventennale.
La sua curiosità, e quella del Sig. Paolo che si è aggiunto, su un titolo di “doctorate” non riconosciuto in Italia ma incontestabilmente legittimo (attenzione agli svarioni: alcune università si trovarono nel mirino dell’Antitrust esclusivamente perché la pubblicità in Italia dei loro corsi con riferimento a titoli ottenibili come “Dottore in Economia” potevano trarre in inganno i consumatori suscitando il convincimento che tali titoli fossero equipollenti a lauree italiane, mentre si trattava di titoli non riconosciuti dal nostro ordinamento) continuano a stupirmi.
In ogni caso al mio rientro a Reggio Emilia, la prossima settimana, fornirò a lei e al curioso Paolo il riferimento alla magnifica “onoreficenza” di cui ebbi a godere nell’anno 2000, con nomi, cognomi, date, provenienza e certificazione dei documenti, ecc….
Volendo posso anche inviarle i documenti a mezzo fax o mail. A vostra discrezione fornirmi i numeri e indirizzi.
In tal modo potrete constatare se esiste oppure no un titolo quale quello menzionato nel curriculum del Parlamento Europeo.
Continuiamo ora a palleggiare a fogli di carta, presunta esperienza, titolini, “doctorate” e dichiarazioni di competenza o riportiamo il tema della discussione su ACTA?
Perché non mi pare di avere letto nulla in risposta alla nota con i riferimenti giuridici che ho postato all’inizio del nostro dibattito.
Un cordiale saluto.
Tiziano Motti
mazzetta
8 luglio 2012
quindi lei mi conferma che la laurea honoris causa che vanta nel curriculum non è stata rilasciata da una vera università, perché di questo si parla, non del fatto che quel titolo esista o meno
resti al punto, quella laurea Honoris Causa le è stata conferita da una università che esiste o che, come appare dal sito e dall’articolo di Stella (ma ce ne sono molte altre) è solo una stamperia di carta straccia come quella alla quale si era rivolto il noto Trota per ottenere una laurea?
anche la laurea del noto Trota era indubbiamente esistente, ma come ora forse lei finge di non capire, non è quello il punto
a nessuno interessa sapere se lei ha un pezzo di carta in mano, ma da dove viene, cos’è e come sia arrivato in sua mano, cosa che poteva spiegare in una riga, ma che accuratamente ha evitato di fare in centinaia, come mai?
se non vuole sbilanciarsi con una risposta diretta, basta che lei faccia il nome dell’università o invii una scansione della pergamena, a verificare a chi e come distribuiscono le lauree, e per quali motivi e meriti abbiano pensato proprio a lei, ci penso io, non si preoccupi
ma lo faccia subito perché, forse lei non lo sa, la gag del “ti rispondo dopo” (legga qui http://mazzetta.wordpress.com/2012/01/17/impara-twitter-con-gianni-riotta/ e mi perdoni l’autocitazione, ma come può toccare con mano lei non è per niente originale ed è solo l’ultimo di una lunga teoria di persone che commettono gli stessi errori in serie) è un classico almeno quanto quella del “con te non parlo perché sei anonimo” che, mi permetta, se non la fa subito è inutile farla a metà discussione come ha fatto lei, a quel punto risulta evidente anche al più sprovveduto che si tratti di un pretesto, se prima non era un problema… mi segue? speriam di sì… :)
si ricordi, mi basta un riferimento certo all’università, grazie
Paolo
8 luglio 2012
Ti ha fatto proprio la gag del “ti rispondo dopo” mi sa
Cla
10 luglio 2012
Adesso i riferimenti giuridici li ha avuti :-D
Paolo
7 luglio 2012
Siamo almeno in tre ad essere interessati alla sua laurea signor Motti, ma credo che si tratti di una questione d’interesse pubblico, perché è interesse pubblico sapere se un deputato esibisce pubblicamente lauree honoris causa comperate da una non-università. Serve a valutarne moralità ed onestà e di solito il politico che non abbia nulla da nascondere mostra subito le carte per dimostrare di essere pulito. Lei è capace di farlo o intende continuare a prendere in giro il giornalista e i cittadini italiane ed europei, che pagano il suo lauto stipendio e il resto, continuando la farsa iniziata sopra?
gengiss
10 luglio 2012
Una volta tanto, Mazzetta, mi pare che abbia ragione il tuo interlocutore. Lui ha risposto nel merito sulla questione Acta, e tu insisti sulla questione laurea che, vera farlocca o inesistente che sia, non c’entra con l’argomento della discussione. Inoltre mi pare sia stato l’unico dei 39 ad aver risposto, il che mostra un minimo di buona fede (non che per questo lo voterò, ovviamente, visto il partito)
mazzetta
10 luglio 2012
ma l’hai letta e capita la risposta che ha dato a proposito di Acta?
la laurea farlocca c’entra sempre con la discussione con un parlamentare, è molto peggio di qualsiasi voto
ClaudioInc
10 luglio 2012
Ma che stupidaggine questa delle lauree. Quel Motti ha fin dall’inizio precisato, anche nel sito del parlamento, che si tratta unicamente di un titolo onorifico. Posto che questo genere di lauree non trasferisce un titolo equiparabile alla laurea reale italiana e quindi nessuno pensa che il sig. motti si metta a fare il “dottore”, dove sta il problema che non lo capisco proprio?
Gli hanno dato una onoreficenza, meritata o immeritata che sia? Ha ragione di segnalarlo neul suo curruculum. C’è anche chi queste “lauree” le acquista? Possiamo provare che al deputato l’abbiano venduta? O è piuttosto un regalino di qualche leccapiedi? Cosa importa.
Il titolo di onorevole è a vita e quasi sempre è immeritato: dovremmo onorare il lavoro svolto dalla maggior parte dei nostri politici?
Questo signore ha il merito di avere risposto e di avere dimostrato, credo, competenza. Mi basta. Cerchiamo invece di smontare la sua risposta, perché questo mi sembra il punto dolente: ACTA è uno scempio e non possiamo permetterci di non essere in grado di contrastare i quattro gatti che hanno votato a favore.
mazzetta
10 luglio 2012
grazie per la precisazione Motti, ma c’è il link a dove lei ribadisce i suoi problemi con questo signore
inutile usare un nick poi se i messaggi sono di questo tenore, usi pure il suo nomecognome e risponda a tono, questo genere di commenti, oltre che patetici, sono controproducenti, si fa del male da solo
a commenti duplicati risponderò con commenti duplicati
Paolad
10 luglio 2012
Io ho sentito Motti cantare canzoni di Vasco Rossi sul palco della manifestazione che ha organizzato per raccogliere fondi a favore dei terremotati. E’ salito, ha parlato due minuti senza propagandare il suo partito e il suo lavoro in Europa, evidenziando anzi i limiti del contributo europeo che non andrà alla gente ma ai comuni solo per le strutture pubbliche. Ha esaltato la capacità della gente di essere solidale con chi sta male, ha punito i politici che non lavorano nell’interesse della gente, ha portato 9 ore di musica sul palco con Povia. Cristicchi, Mingardi, Mondo Marcio, Finley e altri 20 artisti organizzando tutto a sue spese. Poi ha cantato Anima Fragine e Canzone, da dio. Per quanto mi riguarda, ci fossero cinquecento eurodeputati così, con o senza laurea honori causa.
mazzetta
10 luglio 2012
io cara Paolad invece, qui come su Giornalettismo, ho visto qualcuno che usa diversi nick con gli IP in comune, per commentare un articolo a lui sfavorevole, anche su Giornalettismo
strano fenomeno non credi?
Caro Motti, non si nasconda, la questione è chiara e meriterebbe una risposta finalmente seria, lei è un adulto e un deputato europeo, cerchi di essere all’altezza del ruolo e s’assuma le sue responsabilità evitando gesti da rinfanciullito
Ric
10 luglio 2012
ROTFL!!! Grande Motti, facce ride!
Agli albori di internet si potevano fare ‘sti giochetti perché certi controlli non erano così semplici da effettuare, ma ora… diamine, ora possono pure vedere con quante mani hai digitato sulla tastiera!
Che abbia votato pro-ACTA per auto-censurarsi i nicknames? X°°°D
Riccardo C. (o se preferite Ric; Ciccio; Pongo; GiuliaF……..)
ecatel
11 luglio 2012
Mioddio amici, ma siete dei principianti!!
Come si fa a dire che l’utente è unico perché l’IP ha la stessa matrice. ACTA è caro a chi desidera una rete libera. Noi che desideriamo poterci esprimere liberamente in rete utilizziamo i ben noti servizi che permettono di navigare tramite server posti all’estero, in grado di garantire il totale anonimato. Tali servizi forniscono a tutta l’utenza il medesimo IP, fintanto che il servizio non rimbalza su un diverso e ulteriore server. Questo è l’ABC!
Io, per esempio, sto scrivendo con IP 89.248.172.227 proveniente dai paesi Bassi, con Browser Firefox5.0. Tutti gli utenti che si connettano nell’arco di alcune ore con il medesimo servizio, utilizzatissimo, si presenteranno con un IP comune.
Che questo motti sia un attivista del Partito dei pirati informatici che vota contro ACTA per procurarsi un alibi?
Avanti: per non farci ridere dietro da chi ACTA lo ha combattuto con un minimo di consapevolezza e ha contrastato questo fanatico anche sulle altre posizioni censorie della rete, almeno non cadiamo su queste pippe.
mazzetta
11 luglio 2012
“ACTA è caro a chi desidera una rete libera.”
Buona questa, hai mai pensato di darti al cabaret?
Io aspettavo la promessa replica di Motti e invece continuano a piovere questi commenti deficienti, evidentemente il deputato è in fuga e come altri suoi colleghi non ha il coraggio necessario a prendersi le sue responsabilità,meriterebbe davvero che qualcuno lo denunciasse, forse allora al giudice qualche risposta da persona seria la darebbe
ORTISEI
10 luglio 2012
Ancora Motti… BASTA!!
Guarda qui che bravo politico:
IPPippo
11 luglio 2012
A Mazzé,
quando ti scrivono che non ti si risponde perché sei anonimo t’incazzi e difendi il diritto di critica e di ottenere riscontri anche rimanendo anonimi. Quando sul tuo blog scrivono a sfavore di un tuo commento ti vai però a cercare l’IP per stanare chi si nasconde dietro il commento stesso: se è a tuo favore è un utente serio, se è a favore della tua controparte è certamente il deputato sotto mentite spoglie. Me lo immagino proprio lì che si mette a giocare con i blog cambiando computer ogni volta per postare un commentino a favore. Già che vuoi verificare chi scrive a tutti i costi ti rende simile a chi critichi e questo non va bene, così come non va bene dare del deficente a chi posta un commento che non ti piace: chi utilizza la rete per criticare deve accettare i commenti a favore o contrari comunque sia e non cimentarsi nell’inquisizione degli IP. Chi mi dice che le risposte firmate da Motti siano proprio di Motti e non le abbia invece generate tu o qualche altro utente in vena di giocare al politico? Chi ci dice che tutti i post favorevoli, e magari anche a sfavore, non te li sei cucinati tu per arrichire il dibattito o perché hai un sassolino che ti devi togliere dalla scarpa nei confronti di questo tizio? Chi ci conferma che gli IP degli utenti che hai segnalato come sospetti siano veramente quelli che dici?
Il web è questo: sai quello che leggi non sai cosa sta dietro. O ti abitui oppure il perdente sei tu.
Il mio IP è 88.198.107.171 e in precedenza non ho postato altri commenti.
Saluti
Ric
11 luglio 2012
…il controllo degli IP è un sacrosanto diritto del proprietario del blog, serve per evitare che capitino vicende come quella attuale: in cui un utonto, pur di salvarsi la faccia (nel caso specifico: primaria fonte di sopravvivenza in quanto politico), utilizza nomi e riferimenti fasulli ingannando chi legge. Scusa IPPippo, ma per quale malsana ragione il mazzetta ha voluto fomentare la discussione? Hai visto banner pubblicitari auto-cliccanti? Arricchendo il dibattito è riuscito pure a cambiare la scheda del profilo di Motti sul sito ufficiale del Parlamento europeo? Chissà quali altre magie conoscerà il prodigioso mazzetta…
Senza tanti bla bla, semplici considerazioni: un politico ha tutto da guadagnarci (e da perderci) da come si muove sul web e la trasparenza è una brutta bestia quando vuoi veicolare il consenso; non mi stupirebbe se chi ha votato pro-ACTA si comportasse nel modo denunciato dal mazzetta, utenti che bazzicano il web solo da quando son nati gli iPhone (se non addirittura gli iPad) considerando la rete un grande canale televisivo interattivo. Ultima considerazione: un giornalista che non fa pubblicità sul suo blog cosa avrebbe da guadagnarci nel perculare gli utenti-lettori?
mazzetta
11 luglio 2012
caro te
il commento citato è sicuramente deficiente, che non è un’offesa, ma la constatazione di come un largo deficit cognitivo ( o di onestà) lo separi dalla realtà
quanto agli ip, tutto il tuo discorso è inconsistente come le accuse che mi rivolgi, perché io non ho nulla contro l’uso di un nickname, ma quello che sto criticando è un chiaro abuso. e lo sto facendo nel quadro di una discussione che prima ha visto Motti accusarmi di essere “anonimo” (e non lo sono) per non rispondere e poi mettersi a fabbricare commenti patetici e farlocchi
non è l’uso del nick questo, è un abuso, com’è un abuso da parte di Motti esporre quella “laurea” o quel che è
non c’è nulla che mi renda simile a chi critico, sia perché la mia critica è diversa, sia perché mai nemmeno a 15 anni ho pensato di comportarmi in maniere del genere, infatti io i commenti li accetto tutti e non ho mai dismesso una sola critica appellandomi all’anonimato di che la pubblica, oltre ovviamente a non andare in giro a trollare qualcuno usando i multinick, prova a commentare sugli ennemila siti di Motti a vedere cosa passa
per questo anche il tuo commento mi sembra parecchio deficiente, o in malafede, fai tu, a me non cambia molto e non interessa indagare oltre, mi basta notare che nessuno dei commenti entra nel merito dei post e che tutti sono simpaticamente interessati solo alla mia persona
peccato solo che Motti abbia dismesso la sua tracotanza e si sia dato alla fuga dopo aver messo a posto quello che non andava, sarebbe interessante sentire la sa opinione, molto di più di quella delle “voci” a suo sostegno che non fanno altro che ripeterne le identiche eulogie, qui come su Giornalettismo
bel rappresentante dei cittadini, colto con le mani nel sacco prima se la rivendica e poi nasconde tutto sotto il tappeto e si dilegua,
iolosò
12 luglio 2012
forse non ha visto il post e poi il riferimento alla laurea l’ha tolto qualcuno a sua insaputa :D