Le ninja iraniane fanno causa a Reuters

Posted on 30 marzo 2012

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Le sportive iraniane, presentate prima dall’agenzia Reuters come una risorsa bellica del regime e poi comunque accostate al “terrore” iraniano da molti media in giro per il mondo, si sono davvero arrabbiate.

In Febbraio Caren Firouz ha realizzato un servizio fotografico per Reuters in una palestra femminile di ninjutsu, nella città iraniana di Karaj. Il servizio è poi apparso in una galleria sul sito di Reuters, accompagnato da una descrizione che, secondo le accuse degli iraniani, diceva che le ninja “potrebbero essere il peggior nemico per l’Occidente” in caso d’invasione, definendole con il termine “assassine”.

Lo ha annunciato il canale iraniano Press TV e The Atlantic ha raccolto i silenzi imbarazzati di Reuters, ala quale ora il governo iraniano ha ritirato gli accrediti per operare nel paese.

The Atlantic ha provato ad interrogare Reuters, che secondo le ricostruzioni ha corretto velocemente il tiro (in circa un’ora), ma che non ha voluto commentare l’incidente, limitandosi a una dichiarazione vaga nella quale ribadisce la sua tensione verso i massimi standard del giornalismo attendibile.

Il brutto è che la “linea” tracciata da Reuters è stata seguita da numerose testate e programmi in giro per il mondo, The Telegraph ad esempio ha ancora online un articolo nel quale le definisce con il termine “assassine” fin dal titolo, mentre molti tra quanti non sono giunti a tanto hanno comunque optato per presentare le ninja insieme ad altre “minacce iraniane, chi insieme al programma nucleare (?) e chi, come in Italia, insieme alla minacciosa puntata di una carretta iraniana in Mediterraneo. Ovviamente non sono mancati nemmeno da noi siti e testate che hanno usato il termine di assassine e le hanno presentate come un battaglione di fanatiche. Molto meno le testate che hanno presentato correttamente l’impegno delle iraniane come uno sforzo d’emancipazione in un paese decisamente maschilista.

Reuters ci ha presentato come assassine al mondo intero. La verità deve emergere e tutti devono sapere che siamo solo un gruppo d’atlete“, così ha dichiarato una delle Ninja a Press TV. Non si sa che esito potrà avere la denuncia e se sarà presentata anche presso qualche tribunale in Occidente, ma un effetto lo ha già prodotto in Iran, dove il governo ha annunciato in queste ora il ritiro degli accrediti necessari per lavorare nel paese di tutti i corrispondenti Reuters.

Pubblicato in Giornalettismo

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