L’autore di SOPA & PIPA minaccia ancora la rete

Pubblicato il 23 febbraio 2012

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Lamar Smith, l’autore di SOPA e PIPA ci riprova. Si chiama HR1981 la nuova proposta di legge di Lamar Smith per pregiudicare la libertà in rete e offrire strumenti di di difesa alle corporation che vogliono combattere la pirateria. Il nome con il quale è stata battezzata la legge per esteso, rivela invece fin da subito l’espediente miserabile con il quale Smith e il battaglione di avvocati della major che lo sostiene stanno cercando di superare la batosta rimediata presentando i discussi SOPA e PIPA, due articolati sommersi dalle proteste e quindi accantonati dal congresso.

Il discusso provvedimento impone agli internet provider, tra le altre cose,  la conservazione di tutti i dati di navigazione di tutti gli utenti per 18 mesi. Il provvedimento è stato astutamente battezzato ‘Protecting Children From Internet Pornographers Act of 2011.’ L’espediente dovrebbe servire a rendere meno attaccabile il provvedimento, chi mai potrebbe opporsi a una legge per proteggere i bambini dai pornografi?

Per Lamar gli utenti della rete sono da trattare come un insieme di ‘unregistered sex offenders‘, cioè persone dedite a crimini a sfondo sessuale ancora sconosciute alle autorità, per questo il tesoro di dati che la legge impone di conservare dovrebbe poi essere messo a disposizione  di quanti denuncino un crimine o vogliano sviluppare un’indagine sulla base di un mero sospetto.

Secondo la Electronic Frontier Foundation (EFF) questi dati potrebbero poi essere usati per altri scopi da altri soggetti, dagli avvocati impiegati nelle cause di divorzio, ma anche agli associati nella RIAA a caccia di utenti che dedicano al download e alla condivisione illegale di file protetti dal copyright. E qui emergono evidenti le tracce dei mandanti di Lamar, che di suo ha dimostrato in più di un’occasione di avere poche idee, ma confuse, sul funzionamento della rete e delle sue  dinamiche.

La proposta assomiglia molto a un provvedimento presentato in canada e denominato C-30, che in Canada ha fatto scandalo. Un provvedimento che alla registrazione dei dat aggiungeva la possibilità per le istituzioni di accedervi senza mandato al quale Anonymous ha reagito prelevando e mettendo in rete i dati del ministro proponente, compresi i documenti sul suo divorzio.

Pubblicato in Giornalettismo

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