Anche in Giornalettismo.
La decisione è stata presa dopo l’ormai nota esplosione di suicidi negli stabilimenti Foxconn e le polemiche che sono seguite relativamente alle condizioni di lavoro imposte ai lavoratori cinesi che lavorano per i grandi marchi dell’elettronica, Apple su tutte, che da questi prodotti trae profitti enormi.
Accompagnato dai dirigenti Foxconn Weir ha visitato solo una parte dell’enorme stabilimento di Shenzen, anche se è stato libero di andare dove voleva e d’intervistare chi voleva, in uno sforzo non comune di trasparenza da parte di due aziende che della segretezza hanno fatto una filosofia aziendale. Weir non ha documentato situazioni a prima vista scandalose, ma nel suo resoconto emerge chiaramente che le linee di produzione Foxconn e le condizioni di vita dei suoi lavoratori sono quanto di meglio ci sia per produrre alienazione e squilibri psicologici negli addetti.
Il lavoro consiste per lo più nel passare dalle dieci alle quindici ore al giorno alla catena (di produzione),con i corpi completamente ricoperti da camici, maschere e berretti per non inquinare i prodotti con la propria persona, sorvegliati alle spalle da controllori, ripetendo all’infinito lo stesso gesto comandato, piazzare un minuscolo pezzetto nell’iPad in costruzione e ascoltare la voce femminile sintetizzata che ti dice OKAY mentre tutt’intorno accade lo stesso agli altri.
Senza dire una parola, senza scambiare una chiacchiera con chi lavora spalla a spalla con te, accompagnati solo dalla voce del fembot che risponde OKAY alle azioni degli operai. Poi c’è il tempo libero, molto poco e di pessima qualità. Mangiare a una mensa con migliaia di posti dove non si conosce nessuno e infine riposare su letti a castello in stanze di 4 per 4 metri nelle quali si dorme anche in dodici, bagni ovviamente in comune.
Il tutto per meno di trecento dollari al mese, che nemmeno in Cina sono uno stipendio decente, ma la fame di lavoro che c’è in Cina assicura un serbatoio inesauribile di aspiranti a quelle paghe. Lo sforzo di Apple probabilmente non servirà a molto. Se quella illuminata dalle telecamere di ABC è il meglio che Foxconn e Apple riescono a mostrare, è abbastanza chiaro che la strada per migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti Foxconn ci sarà molto da fare e da lottare.
Aggiornamento: secondo Apple Insider prima dell’arrivo dell’ispezione (annunciata) di FLA, Foxconn avrebbe fatto sparire dalle linee i dipendenti minorenni.

Margaret Lucova
22 febbraio 2012
Incredibile…Vergognoso….Ma ancora più vergognosa è l’ ipocrisia di chi si inchina in lacrime di venerazione davanti a Dio Steve Jobs, pregando per lui perché possa riposare in pace, ma poi si indigna di fronte alla realtà che si nasconde dietro la bella favola dell’industria di Apple. C’è da pregare piuttosto per chi da quest’industria dipende a costo di lasciarsi sfruttare e di ridursi in schiavitù.
Margaret Lucova
22 febbraio 2012
…ma l’altro post “A Trip To The iFactory”, quello che riporta i due link dei video della ABCnews, che fine ha fatto??…quando clicco sopra o su “see all comments” mi da “la pagina non trovata”…però, i link dei video funzionano. Strano…….
mazzetta
22 febbraio 2012
l’ho rimosso perché i video da ABC non riuscivo a embeddarli e poi l’ho sostituito con questo
Alessandro
22 febbraio 2012
mi fa piacere che sei tornato sull’argomento dopo la nsotra discussione dell’altro giorno.
ripeto che sono assolutamente daccordo che quel tipo di lavoro e’ una merda e alienante MA:
1) Ci siete mai entrati in altre fabbriche di componentistica elettronica? Sono tutte uguali…
2) 285 USD e’ uno stipendio medio per un operaio cinese. E’ poco? Certo e fanno bene a chiedere aumenti. Pero’ diciamo che a parita’ di potere d’acquisto equivalgono circa a 1200 Euro al mese (rapporto 5:1 cina-italia, di solito approssima abbastanza bene).
3) Vestiti in tuta per non sporcare la produzione: OVVIO. Tecnicamente e’ richiesto, non ci vedo niente di male
4) 15 ore al giorno. Dubito. C’e’ un contratto nazionale del lavoro in cina che prevede un massimo di 8 o 9 ore effettive (non ricordo di preciso), di aolitoi cinesi tendono a fare straordinari per prendere di piu’
5) Letti a castello e stanze 4×4: sicuramente non belle e non il massimo. Ma costano poco. Se uno vuole vivere fuori lo puo’ fare, il dormitorio e’ una sorta di “benefit” che si da. Guarda che se prendi un preciario a 600 euro a roma che si deve affittare una stanza sta peggio di questi qua
Cosa voglio dire? Non giustifico niente, dico solo che e’ sbagliato dare la colpa a apple per i metodi produttivi di un fornitore (che e’ autonomo) e, in piu’, che la vera criticita’ e’ il COME produrre, visto che queste aziende sono uguali in tutto il mondo.
Non e’ bello? No. Alternative fattibili? Io non ne ho ancora viste.
Un ultimo appunto per certe anime belle: ma voi ci siete mai entrati in una fabbrica in Italia?
mazzetta
22 febbraio 2012
come a molti ti sfugge il punto, che non è quello di accettare al ribasso condizioni di lavoro alienanti perché così fan tutti, ma di pretendere dal leader del mercato e da quello che fa più profitti, di non farli sulla pelle di quella gente. di essere un esempio positivo di rispetto delle regole e della dignità umana e non il contrario
anche sulla retribuzione avrei da ridire, nemmeno Apple nega che sia bassa anche per la Cina, i tuoi dati da che fonte provengono per contrastare un dato assodato che nessuno mette in discussione?
è anche assodato che rinunciando a parte dei profitti si possono migliorare le condizioni di lavoro, sai?
dici che il dormitorio è un benefit, forse che a Shenzen c’è un’alternativa che non azzeri quei 285 dollari? forse che il dormitorio non si ripaga permettendo un maggiore sfruttamento del lavoratore?
è anche assodato che ovunque nel mondo ci siano le leggi e chi le viola, se infrangono quella sul lavoro minorile non dovrebbe essere un problema ignorare il limite teorico delle 80 ore di straordinario, non ti pare?
quindi non è questione di essere o meno anime belle, ma di avere chiaro di cosa si sta discutendo e di perché lo si sta facendo, evidentemente tu confidi sulla tua esperienza e pensi che sia sufficiente, ma secondo me non basta
ad esempio
“The workers always tell us they resemble machines,” she said of her trips to the Foxconn’s Chengdu factory. “Their regular day at Foxconn is waking up, queuing up for baths and work, work and go back to the dormitory and sleep. They do not have a social life and they are doing the same monotonous task in the factory for thousands of times a day. If they are not efficient enough or they make some mistakes, they will be yelled at by their supervisor or punished.”
Chan took things a step further and said that mainstream media outlets have left out an important issue that should be under the spotlight: involuntary labor and the use of student workers. According to her, local Chinese government departments provide recruitment assistance for Foxconn and sometimes require that schools send their students to the manufacturer for internships even if their studies are in unrelated disciplines.
She also said that a recent raise from Foxconn was not enough to provide livable wages to its workers. The company announced last week that it was raising worker pay by between 16 and 25 percent. Other manufacturers, including Flextronics, Huawei and Wintek have also increased their basic salaries for their workers.
“In Zhengzhou, the basic salary of new workers is CNY 1350 ($214),” Chan said. “And there is a deduction of CNY 150 ($24) for the dorm. If a worker eats inside the factory, there is another CNY 200-300 ($32-48) to pay. It is far from the living wage standard. Without overtime premiums, a worker can hardly support his/herself.”
da
http://forums.appleinsider.com/showthread.php?s=&threadid=144247
Margaret Lucova
23 febbraio 2012
@Alessandro: pienamente d’accordo coll’obiezione di mazzetta…l’odioso punto della questione è proprio quello di accettare questo stato delle cose, giustificando il nostro tornaconto con la scusa “che tanto il mondo va così” e che noi non ci possiamo far niente….personalmente non ho mai lavorato in una fabbrica, ma conosco chi ci lavora e non mi risulta che si sia mai addormentato sul tavolo della mensa……
Alessandro
23 febbraio 2012
mettiamo in chiaro un punto: io non viglio giustificare ne’ difendere nessuna azienda. Sono un lavoratore dipendente, quindi ho solo interesse che i dipendenti come me abbiano delle condizioni migliori, sia perche’ e’ giusto sia perche’ evita odiose forme di dumping.
Ma cio’ non toglie niente al nocciolo del problema, ovvero: chi fa questi componenti e’ “malvagio” o la forma di produzione e’ uguale dappertutto? Se e’ uguale dappertutto allora piu’ che prendere il capro espiatorio mi piacerebbe discutere su come si produce.
Lavorare in fabbrica (in italia o in papua) in catena di montaggio e’ una merda. C’e’ un modo migliore? Non lo so, non ho esperienza.
So quello che vedo: le aziende delocalizzano in asia e chiudono in europa (italia in primis), la disoccupazione aumenta e l’intero paese ne risente. Perche’ si perdono posti di lavoro di merda, ma pur sempre posti di lavoro.
Ora, condannare un’azienda che opera in un paese che e’ in via di sviluppo da 15 anni e paga poco la gente mi sembra ipocrisia pura. Cosa dovrebbero fare in cina, pagare quanto in europa in modo da essere meno competitivi? Fanno quello che si e’ fatto in italia negli anni 60, ne’ piu’ ne’ meno.
Come se ne esce? Ne escono i lavoratori, chiedendo aumenti di salario. Punto.
Il resto e’ propaganda che, sinceramente, mi sembra ipocrita e in malafede. 24 USD per il dormitorio (0.6 Euro al giorno) e’ tanto? No. Li obbligano a dormire li? no. Gli hanno aumentato lo stipendio del 16%-25% ? Si. Dimmi un paese occidentale dove ci siano questi aumenti, qui i salari li tagliano. Si alzano, fanno la fila per la doccia, lavorano, mangiano e tornano a casa? si. Te non fai lo stesso, anche se non sei operaio?
Ripeto, non voglio difendere nessuno ma mi sta sui coglioni che si dica “Apple e’ il male perche’ il suo fornitore sfrutta i lavoratori”, quando invece cio’ accade per TUTTE le aziende. Non e’ voler accettare al ribasso, e’ voler fare analisi corretta.
mazzetta
23 febbraio 2012
non è questione di malvagità, nessuno ha parlato di malvagità
anche perché se fosse in gioco la malvagità le risposte dovrebbero essere necessariamente diverse dalle proteste e dalle pressioni su Apple
è questione di pretendere che quegli utili mostruosi di Apple non siano fatti sulla pelle di quelli che lavorano
che per inciso non tornano a casa, se non raramente
Margaret Lucova
23 febbraio 2012
@Alessandro, non mi convinci sai, neppure dandomi dell’ipocrita; qui non si tratta di lavoro di merda, e a parte che ogni lavoro da dipendente potrebbe esserlo, qualcuno lo deve pur fare…per molti il lavoro da operaio è l’unica opportunità. Sicuramente ci sarebbe da discutere anche sulle condizioni degli operai delle piccole imprese italiane, ma io parlo delle grandi lobby e di tutte le multinazionali che da questo sfruttamento traggono dei profitti stratosferici in barba a qualunque tipo di opinione, forti e protetti dalle politiche compiacenti dei governi. È scandaloso ad esempio che l’Omsa, pur essendo all’attivo, possa impunemente trasferire la propria attività altrove, in uno di quei paesi dove vigono leggi più favorevoli allo sfruttamento, lasciando a spasso migliaia di persone solo perché qui non poteva applicare quei strumenti di arricchimento da schiavismo. Qui si discute la Apple, che è una di queste lobby, ma si potrebbe parlare che ne so della Nike e di tante altre. Dici giustamente che un’impresa deve avere il sacrosanto diritto le politiche più favorevoli a proprio vantaggio; dici (cito)“Ora, condannare un’azienda che opera in un paese che e’ in via di sviluppo da 15 anni e paga poco la gente mi sembra ipocrisia pura. Cosa dovrebbero fare in cina, pagare quanto in europa in modo da essere meno competitivi? Fanno quello che si e’ fatto in italia negli anni 60, ne’ piu’ ne’ meno.” Il fatto che si sia fatto anche qui non giustifica nulla, anzi, visto che le cose sono cambiate e nel corso degli anni si sono fatte delle leggi apposta a tutela dei lavoratori caso mai dimostra l’evidenza che quel sistema non poteva essere accettato. D’altra parte, il fatto che la Cina è in via di sviluppo non può giustificare lo sfruttamento che protrae. Ancora meno si devono giustificare le lobby che vi operano con lo scopo di arricchirsi tramite lo sfruttamento. Col suo immenso stratosferico inimmaginabile giro di guadagni, la Apple potrebbe benissimo distribuire la ricchezza in modo più equo e rispettoso, e invece di spostare io propri stabilimenti in Cina, dar lavoro agli americani che a quanto pare mica sono messi tanto meglio di noi………
tino
23 febbraio 2012
@Alessandro. Potresti avere ragione e ti suggerisco un modo per dimostrarlo.
Tu fai tradurre il tuo intervento in cinese, lo firmi con nome cognome indirizzo e foto e poi vai a sostenere le tue argomentazioni direttamente sul posto. Vedrai che ti ascolteranno interessati.
L’unico rischio che corri è che qualcuno di loro, un momento prima di suicidarsi, ammazzi anche te. Magari dopo avere distribuito tra i suoi colleghi tutto quello che hai. Ma proprio tutto, anche le sicurezze che riesci a dare ai tuoi cari.
Tu però sembri molto convinto di quello che dici, e credo proprio che tu possa convincere tutti loro che è giusto così.
Perché non ci vai?
Alessandro
1 marzo 2012
Mi scuso per il ritardo nella risposta, detto questo vorrei chiarire per l’ennesima volta che io non sono né pagato dalla apple né sono un liberista sfrenato. Ma sostengo questo punto: non è nè la apple nè la omsa che devono applicare politiche di redistribuzione proprio perchè né la apple né la omsa sono organismi politici. E’ il governo che deve imporre certe condizioni attraverso le leggi. In Italia si è fatto esattamente questo: c’erano condizioni di merda nelle fabbriche neli anni 60? certo. Chi le ha cambiate? le leggi sul lavoro, non ultimo lo statuto dei lavoratori.
Le aziende sono subordinate alle leggi dello stato e lavorano in quel contesto: se lo stato dice che certe cose non si possono fare, le aziende non lo fanno. Punto. La omsa delocalizza pur essendo in utile? bene, la colpa non è della omsa. vedrai che se lo stato fa una legge per cui un’azienda che delocalizza per rivendere in italia poi ha un dazio, che so io, del 50%, allora cambia idea e non delocalizza più. e questo si può fare perchè di solito le aziende delocalizzano al di fuori dell’unione europea.
@ Tino: guarda che io in Cina ci ho vissuto e lavorato e ti assicuro che lì gli scioperi li fanno, nonosatnte quello che si pensi. uno grosso è stato alla Honda, nella stessa regione della foxxcon, nel 2011: lo stato ha imposto un aumento dei salari del 30% (!!!) e la Honda ha dovuto subire. Quindi io non ho prolemi a dire agli operai della foxxcon quello che ho detto; e fatemi dire che suicidarsi, nonostante la tragedia, sicuramente non aiuta la causa. Le lotte VANNO fatte, ma col cervello.