Per illustrare con un esempio pratico come molti media e testate siano quantomeno pavidi e ipocriti quando si arriva a temi come il razzismo, IlPost.it è perfetto.
Il primo dicembre IlPost.it titolava: “Siamo tutti Oscar Giannino“, perché il giorno prima alcuni studenti avevano impedito alla vedette spettacolare l’ingresso a un incontro della destra universitaria, nel quale era stato chiamato a pontificare d’economia di fronte agli studenti. Bloccarono la porta dalla quale doveva entrare e lo colpirono (ovvove!) con un uovo sugli abiti.
Fu “violenza” secondo IlPost.it e molte altre testate, tanto grave da dedicargli l’apertura e da chiudere i commenti al pezzo per proteggerlo dal dissenso. Molti spesero ragionevoli parole, non solo su IlPost.it, per dire che non si fa, molti usarono il termine “fascisti” per descrivere gli studenti “violenti”.
Oggi invece, dopo che ieri un estremista ha impedito per sempre a due esseri umani di continuare a vivere, colpendoli con proiettili di grosso calibro in parti vitali e ne ha mandati altri tre all’ospedale nello stesso modo, IlPost.it ha la strage di Firenze in home al diciassettesimo posto. E non è che abbia dato più evidenza nemmeno al pogrom di Torino di un paio di giorni prima. Un coraggio da Don Abbondio, evidente quanto brutto da vedere, comune a molte altre testate. Omissioni che lasciano vuoti evidenti, che parlano comunque a chi voglia ascoltare. E che danno ossigeno e nutrimento alla tolleranza verso i razzisti, più che a quella universale verso tutti gli esseri umani.
IlPost.it vorrebbe proporsi come una testata di sinistra, visto che dalle sue pagine più d’uno è impegnato quotidianamente a dare la linea al PD e alla sinistra o a partecipare ai suoi travagli. Si propone inoltre come innovatore del giornalismo e fustigatore dei suoi cattivi costumi e anche questo appare un atteggiamento ipocrita e utilitaristico alla prova dei fatti, almeno alla prova di questi fatti.
Inutile prendersela con l’estremismo destra se poi si sorvola su linee editoriali del genere, oggi aprendo IlPost.it, e altri siti e giornali, pare che il problema sia il classico “ben altro”. Lì in Home campeggia la ripresa di un’intervista al cardinal Ravasi sull’uso di Twitter, altrove la crisi economica o ancora le tangenti del PD, tutto sembra tirare di più di una strage, che persino all’estero interessa di più che a certa informazione nostrana.
Per fortuna non siamo ancora tutti Oscar Giannino, ma sarebbe ora che tutti decidessero di schierarsi chiaramente, perché la battaglia contro il razzismo e l’intolleranza è un impegno che va praticato quotidianamente e con coerenza, non è una guerra nella quale si possa stare un po’ di qua e un po’ di là o nella quale ci si possa gettare solo quando lo dettano interessi che nulla hanno a che fare con la lotta al razzismo. O quando un uovo impertinente colpisce un amichetto.
La battaglia contro il razzismo è una battaglia dell’umanità per l’umanità, non c’è spazio per ipocrisie. O la si combatte a viso aperto con generosità e senza secondi fini o si finisce, volenti o nolenti, a sedere nella terra di mezzo del giornalismo ipocrita. Quello che spinge la maggioranza silenziosa e “per bene” nelle braccia del razzismo.


Blasi
14 dicembre 2011
Piccolezza inutile ma che costa veramente poco numero 1: defolloware @ilPost
icittadiniprimaditutto
14 dicembre 2011
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
sassicaia molotov
14 dicembre 2011
Il mio urlo di dolore è innanzitutto contro la criminalizzazione delle uova.
Già dopo le manifestazioni in cui furono colpite con delle uova le sedi di Confindustria e CISL la stampa gridò al terrorismo. E ci sono state denunce anche dopo, quando qui in città apparvero degli adesivi raffiguranti un uovo al tegamino con su scritto “terror”.
Poi ci furono le uova tirate direttamente a Bonanni. E anche lì dagli al terrorista.
Ora Giannino.
Insomma, non si capisce se il cattolicesimo d’accatto che vogliono ancora propinarci contempli la difesa dell’embrione fin dall’uovo o veramente siamo davanti ad una casta di intoccabili.
Quanto al “Post” niente di diverso dagli organi di stampa locali, che sono dei veri strumenti micidiali di disinformazione e di propagazione della scuola di pensiero dominante: fascismo strisciante, razzismo strisciante, xenofobia strisciante.
Roba da cattolici, roba da vecchia DC, roba da PD.
Perché nel caso qualcuno non se ne sia accorto nel partito che dovrebbe imparare a governare hanno piena cittadinanza anche questi metodi. Anche se non si dice.
Nessuno tocchi le uova.
Santiago
14 dicembre 2011
Tra l’altro segnalo questo post:
http://www.raffaeleviglianti.it/?p=1608
pare che anche IlPost abbia scritto “vù cumprà” al posto di “venditori ambulanti”. Ora però l’hanno tolto.
massimiliano martucci
14 dicembre 2011
condivido su tutta la linea. Ma cosa ci aspettiamo da un Luca Sofri che fino ad un anno fa era il proprietario del dominio di Futuro e Libertà?
Theodore
14 dicembre 2011
>IlPost.it vorrebbe proporsi come una testata di sinistra, visto che dalle sue pagine più d’uno >è impegnato quotidianamente a dare la linea al PD e alla sinistra o a partecipare ai suoi >travagli. Si propone inoltre come innovatore del giornalismo e fustigatore dei suoi cattivi >costumi e anche questo appare un atteggiamento ipocrita e utilitaristico alla prova dei fatti, >almeno alla prova di questi fatti.
Vorrebbe proporsi, certo, ma il suo direttore è Adriano Sofri. ^^
dantès
15 dicembre 2011
La cosa più vomitevole di tutte è proprio che questi iper-liberisti siano vissuti da molti come “la nuova sinistra”, moderna e al passo coi tempi. D’altronde se per sinistra intendiamo il Pd…
Dante
15 dicembre 2011
Mi piace che IlPost ha scelto dìincartare e portare a casa in silenzio. Ammutoliti, grazie Mazzetta!
Mj
15 dicembre 2011
Blaireiani fuori tempo massimo. E si credono invece al passo coi tempi.
Mj
15 dicembre 2011
E per aggiungere un tocco di cattiveria che , considerato i soggetti; ci sta molto bene, sono blaireiani perchè quella blaireiana è la corrente di pensiero di ” sinistra” ” benedetta e veicolata da ILFoglio. Ergo, ci si accodano.
Noname
15 dicembre 2011
…se proprio vogliamo rincarare la dose,gli unici articoli prodotti dal Post sul duplice omicidio razzista (a parte quello “principale” che in realtà rimanda ad un articolo del Corriere Fiorentino) sono l’articolo di Filippo Facci http://www.ilpost.it/filippofacci/2011/12/15/razzismo-rom/ e lo sdoganamento di Casapound di tal Stefano Nazzi http://www.ilpost.it/stefanonazzi/2011/12/14/casapound-e-i-fascisti-del-terzo-millennio/#comments
Silen
19 dicembre 2011
Tirare uova ad un “nemico” per impedirgli di partecipare ad una discussione è fascista, comunque la vogliate mettere. Poi sì, il post fa cacare e le persone che ci scrivono hanno una scala di valori che nel migliore dei casi è corrotta.
uitko
19 dicembre 2011
se vuoi impedire di partecipare ad una discussione tiri un sasso in faccia.
Viceversa da un ovo ti ripulisci e passi oltre. A meno che uno non sia un maniaco igenista, ma non so se è il caso del Sig. Giannino.
Un ovo è palesemente una manifestazione di disprezzo più che un reale impedimento a parlare, ed è dovuto anche al fatto che il Sig. Giannino si recava in un covo della sinistra (da 40 anni, non da ieri).
SI fosse recato al bar dietro l’angolo probabilmente nessuno l’avrebbe saputo. Insomma, quello che voglio dire è che Giannino è andato a “scipo”, cara grazia che abbia solo preso un ovetto. Non strappiamoci oltre i capelli
Silen
19 dicembre 2011
Igienista, con la i. Grazie comunque uitko per la precisione sul sasso, grazie per parlare di covi, di disprezzo: il retroterra fascistoide di tutto ciò non fa che confermare ciò che già sapevo su certi ridicoli manifestanti e chi li giustifica.
“Insomma, quello che voglio dire è che Giannino è andato a “scipo”, cara grazia che abbia solo preso un ovetto. Non strappiamoci oltre i capelli”
Ma sì certo, prendiamo per normali certi atteggiamenti, e diamo pure per scontate possibili violenze, tanto.
uitko
21 dicembre 2011
grazie correttore di bozze.
Non so che dirti, esiste un mondo la fuori che non è fatto di soli comportamenti ragionati.
Ma di un vivere sociale e di risposte emotive. Il tuo candido stupore è quello che ho visto tante altre volte di fronte a cosa normali, banali, scontate.
Certo, in un modo ideale oscar giannino potrebbe esporre le sue idee anche in una sede di rifondazione comunista.
In un mondo reale si prende un ovo se espone in un luogo storico della sinistra intellettuale e radicale. Termini di merda ma tant’è, almeno ci capiamo.
Non è una cosa così grave, il fascismo era be altra cosa.
E francamente il suo mondo ideale lo trovo tremendamente noioso.
Ari
19 dicembre 2011
non è fascista contestare tirando le uova o verdure
e non è nemmeno fascista contestare e cercare d’impedire che un fabbricante di balle come Giannino si esibisca su invito degli universitari fascisti all’interno dell’università, che è un luogo del sapere, non certo una piazza per l’ignorante propaganda di un tizio del genere