Il comune di Bologna ammette nella Consulta per le famiglie due associazioni che fanno riferimento alle famiglie omosessuali e i cattolici reagiscono istericamente. La curia diretta dal cardinale Caffarra, prete da battaglia inviato a sostituire il più che reazionario cardinal Biffi, ordina alle associazioni cattoliche l’Aventino e queste si ritirano compatte dalla Consulta. Cavalcano questo schifo i politici di destra, con Maria Cristina Marri (UDC) e Marco Lisei (PDL) che denunciano illegalità.
Tutto questo scompiglio per negare l’accesso alla Consulta alle associazioni delle famiglie omosessuali, perché ammetterle equivarrebbe a legittimarle di fronte alla legge, e alle istituzioni. Legge che per i cattolici non parla di famiglie con genitori omosessuali e deve continuare a non farlo, cosa sia la famiglia o ha deciso Dio e lo ribadiscono oggi i preti, spazio per mediazioni e aperture non ce n’è, le famiglie formate da coppie omosessuali non possono nemmeno essere rappresentate in un organo consultivo attraverso il quale il comune cerca un confronto con i cittadini senza che qualcuno gridi al sacrilegio o al delitto. Poche le associazioni cattoliche in dissenso con la chiesa, che comunque hanno seguito le indicazioni della curia e hanno seguito le altre sull’Aventino.
Una brutta pagina di discriminazione e di medioevo, l’omofobia dei cattolici dispiegata nello spazio pubblico e nelle istituzioni non è un bel vedere, ancora meno quando s’ostina a negare cittadinanza e riconoscimento a realtà che esistono e che come tali hanno diritto al rispetto e al riconoscimento degli interessi che tutelano e delle persone che rappresentano, esattamente come le associazioni cattoliche impegnate in questo intervento anacronistico a gamba tesa della curia bolognese.
Un episodio di plateale discriminazione che spiega benissimo quanto ancora oggi, nonostante il calo spaventoso di credenti e praticanti, la Chiesa pesi nella nostra società e come molti cattolici operino seguendo le indicazioni vaticane anche quando sono in aperto contrasto con lo spirito della Costituzione o di cosucce come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Servi di Dio o leali cittadini di una moderna repubblica parlamentare?

Pubblicato il 7 dicembre 2011
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